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Meluso a Strill: “La forza del Cosenza è la certezza di un futuro per il club”

di Valter Leone – Doppia festa per Mauro Meluso. In famiglia, a Teramo, il direttore sportivo ha festeggiato il nuovo anno e contemporaneamente il suo 51° compleanno. Oggi pomeriggio, per la ripresa degli allenamenti, torna a Cosenza, città dov’è nato l’1 gennaio 1965. Ha staccato un po’ la spina “anche se – dice al microfono di Strill – il mio lavoro lo svolgo prevalentemente con il telefono”. Decisamente caldo, in questo periodo. “Non è tantissimo il lavoro da fare, a essere sinceri. Intanto perché con la società era stato ben definitivo un budget sin dalla scorsa estate, per cui non si cambia obiettivo. Poi perché l’operazione più importante è stata già fatta con Cavallaro a dicembre. Per il resto non faremo grandi cose: vogliamo un centrale forte, anche over, e che non abbia una incidenza elevata sui costi. A centrocampo dopo l’imprevisto di Caccetta ci siamo un po’ guardati attorno ma Cristian dovrebbe tornare in tempi ragionevoli, per cui con Arrigoni e Fiordilino poi saranno in 3 per 2 maglie. Roselli – aggiunge Meluso – è stato molto bravo a tenere tutti dentro il progetto, anche perché, per scelta, siamo pochi. E l’obiettivo è quello di proseguire sulla linea tracciata la scorsa estate. Non vogliamo assolutamente rompere certi equilibri che ci sono nel gruppo”. Il ds parla di Raimondi: “Ci aspettavamo tutti qualcosa in più dal punto di vista realizzativo ma come ripeto sempre c’è anche lui tra coloro i quali hanno raccolto 27 punti finora. E con l’arrivo di Cavallaro io dico che la competizione misurata fa bene. Io credo molto su Raimondi: l’ho avuto da ragazzino a Padova, ed è molto forte. Manca solo un po’ di fiducia in più da parte di tutto l’ambiente”.

Il 2015 è stato l’anno della salvezza anticipata e della conquista della Coppa Italia. Scontato dire che si tratta delle cose più importanti dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Però c’è altro di importante per Meluso. “La svolta è stata Roselli. Una persona particolarmente onesta ed esperta. In quel momento c’era bisogno di una persona che si caricasse sulle spalle determinate responsabilità. E lui lo ha fatto benissimo. Così – aggiunge il ds rossoblu – come siamo stati tutti bravi a rimanere tranquilli, non c’è mai stata agitazione anche tra i dirigenti. Ricordo che nella settimana che ha preceduto il derby con la Reggina c’è stata una grande mobilitazione a favore del Cosenza. C’era il rischio che si poteva sfasciare tutto, c’erano tensioni forti. Bene, quella domenica ci siamo conquistati un’abbondante fetta di credibilità con la gente che grazie al successo sulla Reggina ha capito che a Catanzaro non avevamo meritato di perdere”.

E dal 2016 cosa si aspetta Meluso? “Scontato dire qualcosa in più. Noi dobbiamo continuare a lavorare con la serenità e la determinazione giuste. Sul risultato, non so cosa arriverà. Con l’aiuto della tifoseria, anche se poca ma quella che viene allo stadio è sempre molto calorosa, credo si possa lavorare bene. Attorno al Cosenza tutti meritano il meglio. E alla fine la costanza viene sempre premiata. In fondo in fondo tutti culliamo la speranza di arrivare a qualcosa di grande ma non si può solo guardare ai sentimenti. Io da subito ho sposato la politica di Guarascio, perché la condivido. Serve continuità. Se il grande obiettivo arriva, bene. Altrimenti la società non ha bruciato tutto ma si è garantita anche la continuità di vita del club stesso. Che rimane la cosa più importante”.