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Viola Basket Palapentimele pieno di tifosi

Viaggio negli impianti sportivi. Branca (pres. Viola): “Bisogna tutelarli”

di Pasquale De Marte – Il momento delicatissimo che attraversa la Calabria si riverbera anche sulla pratica sportiva e sulle problematiche relative all’impiantistica, da sempre tasto dolente.
Il focus della situazione lo affidiamo ai principali rappresentanti delle società sportive calabresi e questo nostro viaggio comincia dal Presidente della Viola Basket, Giusva Branca.

“L’impiantistica sportiva da sempre è stato il tasto dolente della pratica sportiva del nostro territorio, sia a livello di base che di vertice” – sottolinea il Presidente della Viola Basket – “e la storia ci insegna che l’evoluzione dell’impiantistica è stata sempre caratterizzata, trainata dai risultati delle prime squadre. Cominciò la Viola negli anni ’70, poi la Mangiatorella Volley, nuovamente la Viola con Botteghelle e Pentimele e infine la Reggina col “Granillo” “

D. Quindi lei sottolinea scarsa attenzione sulla tematica?
R. Non è una cosa facile, soprattutto in periodi di crisi, ma la programmazione a lungo respiro è essenziale, al pari della puntuale verifica delle condizioni di agibilità – fattuali e amministrative – che negli anni per lustri è stata colpevolmente bypassata
D. Proprio questo tipo di situazione ha riguardato il Palapentimele, la casa della Viola…
R. Il Palapentimele rappresenta qualcosa di emblematico nella sua eccezionalità: una perfetta e fattiva sinergia con l’Amministrazione comunale ha consentito di pervenire a un risultato epocale, dal momento che ora la struttura è finalmente dotata di documentazione si agibilità definitiva, cosa mai avvenuta dalla sua data di edificazione, il 1990 e la sua fruibilitá va intesa senz’altro a beneficio dell’intera città
D. In una città da sempre carente di spazi deputati per attività non solo sportive gli impianti esistenti possono costituire valore aggiunto anche per andare oltre lo sport?
R. Certamente, ma qui, da uomo di sport, dico che questo è un tema molto delicato e sul quale bisogna fare molta attenzione. Gli impianti sportivi nascono con uno scopo sociale e una conseguente destinazione d’uso ben precisa che chi amministra o gestisce ha il dovere di tenere sempre ben presente
D. Quindi lei propende per un utilizzo esclusivo degli impianti per finalità sportive?
R. Assolutamente no, io penso che i “templi dello sport” debbano svolgere fino in fondo il loro ruolo di centri di aggregazione ma attorno a tematiche che possano rivestire finalità sociali o culturali, come è accaduto proprio di recente al palasport con il kolossal sui Promessi Sposi o la manifestazione contro la violenza sulle donne, con migliaia di ragazzi delle scuole sugli spalti
Ma la tutela del tempio penso anche passi da valutazioni di opportunità stringenti rispetto a tutto ciò che fuoriesca dall’alveo sportivo, sociale o culturale. Da uomo di sport abbeveratosi ai suoi valori mi piace sottolinearlo
e rimarcare la necessità di piena sintonia delle società con la filosofia dell’Ente proprietario degli impianti per la tutela dello sport e della cultura. Noi saremo sempre in prima linea per questo obiettivo