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Aita riabbraccia l’ex compagno di squadra Roselli. «Può riportare il Cosenza in B»

di Valter Leone – L’abbraccio al Ciccio Delmorgine. Si sono rivisti dopo una trentina di anni. Alberto Aita e Giorgio Roselli: stagione 1983-1984 al Pescara di Tom Rosati. L’attuale allenatore del Cosenza era un perno nel centrocampo della formazione adriatica. «Un fenomeno. Si vedeva da allora che avrebbe fatto l’allenatore. Lo era già in campo, lo era nella testa», ricorda l’ex centrocampista dei Lupi che rimase a Pescara poco, causa una pubalgia che non gli consentì di andare oltre le 7 presenze. Così il giovane di belle speranze tornò al Cosenza. «Adesso dove alleni?», chiede Roselli ad Aita. E aggiunge: «Guarda che ti ho seguito, eh…». Un forte abbraccio e la promessa di trascorrese assieme una serata. Magari attorno a un bel piatto a base di pesce fresco dalle parti di Cetraro dove Alberto vive.

«Quest’anno dal vivo non ho ancora visto giocare il Cosenza, però Giorgio sta facendo un ottimo lavoro. Cominciato lo scorso anno grazie alla salvezza e alla vittoria della Coppa Italia. Su quella base – dice Aita – ha costruito una squadra solida, tosta. Ho visto che hanno preso Cavallaro: un altro paio di innesti e se la potranno giocare. Ripeto: questa squadra non mi dispiace affatto. Credo sia l’anno buono per tornare in serie B: lo merita una piazza come Cosenza».

Aita con la maglia del Cosenza ha giocato tra il 1980 e il 1986 con, appunto, l’intermezzo di Pescara. Ha anche indossato la fascia di capitano. E poi quel gol al Catanzaro: 6 aprile 1985, data anche dell’ultimo successo dei rossoblu in un derby. «Caspita!», gli dice divertito Roselli appena apprende dell’aneddoto. «E questo è un motivo in più per stare un po’ assieme». Una stretta di mano e un arrivederci a presto.