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Basket, Viola: contro Tortona un triste ritorno al passato

di Gianni Tripodi – Se la prestazione contro Latina, da cui era scaturito a fine gara il duro sfogo del presidente Branca, era stata inguardabile, quella di domenica contro Tortona non è stata da meno, anzi. La gara più brutta giocata dalla Viola giocata quest’anno, non ci sono dubbi. Quello che ha contraddistinto negativamente la trasferta in terra piemontese è stato l’atteggiamento svogliato sui due lati del parquet da parte di tutta la squadra, nessuno escluso, che ha fatto sì che arrivasse una sconfitta, l’ottava in undici incontri finora disputati e l’ultimo posto in classifica. Il divario, adesso, diventa pesante, i 6 punti finora conquistati sono pochissimi e colmare il gap dal gruppetto delle penultime (4 squadre) a quota 10 punti diventa una missione più che ardua. Dopo aver interrotto una lunghissima striscia negativa di sei ko consecutivi domenica scorsa a Codogno contro Casalpusterlengo, il team di coach Benedetto compie non uno, ma bensì, due passi indietro. Contro Tortona si sono intravisti i vecchi fantasmi del passato, una squadra che non combatte, che non difende e che forza malamente in attacco.

Contro un avversario alla portata, i nero arancio hanno registrato la loro peggior prestazione offensiva della stagione, chiudendo il terzo quarto con soli 8 punti realizzati ed è da lì che Tortona ha cominciato a prendere il largo arrivando anche sul +26. Alla fine il team di coach Benedetto ha chiuso con un 21/60 dal campo (35%) e un 5/22 da tre (22%), percentuali impietose, con i padroni di casa “bravi” a far “meglio”, con il 38% da campo e il 33% dalla lunga che alla fine hanno premiato la squadra che ha sbagliato meno, ma non la più forte. La linea giovane che bene aveva fatto contro Casalpusterlengo paga stavolta per l’inesperienza e un po’ di ingenuità, quando infatti i giovanissimi Costa e Lupusor commettono già due falli a fine primo quarto, coach Benedetto è costretto a spremere un roster già ridotto all’osso e a dover cambiare sin da subito le sue strategie. Non c’è stato nemmeno il “solito” Rullo, un giocatore che nel bene o nel male riusciva in attacco a far quasi sempre la differenza, 2/8 con 5 punti realizzati dopo i primi tre quarti che hanno dato avvio all’allungo decisivo dei padroni di casa. Troppe le responsabilità offensive caricate sulle spalle di Dobbins, il suo 2/12 finale la dice tutta su un giocatore offensivamente limitato ed ingaggiato per garantire una maggiore intensità difensiva.

Deludente ancora una volta l’apporto di Brackins, il suo ingresso dalla panchina avrebbe dovuto dare quella spinta in più alla squadra, ma l’americano è apparso troppo spesso in difficoltà, scarico e privo di motivazione, chiuderà con un 1/8 in 20 minuti di utilizzo. Le assenze, importanti, ci sono e ci saranno per un lungo periodo, i tempi di recupero di Freeman e Spinelli sembrano protrarsi, bisognerà quindi stringere i denti e fare a meno del play titolare e della guardia americana. E’ ormai chiaro che la società sta aspettando il nuovo anno, quando riaprirà il mercato, per avviare una rivoluzione all’interno del roster, ma in attesa di gennaio bisognerà rimettersi in carreggiata. Domenica ci si gioca già il primo scontro salvezza, contro Biella, al Pala Calafiore, una gara in cui la vittoria sarà d’obbligo per tentare di risalire la china, servirà tutto l’apporto della tifoseria per tentare di ottenere un successo che dia una bella boccata d’ossigeno ai nero arancio.