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“Basket, amore mio, addio”. Ko-bye Bryant, tutto ebbe inizio a Reggio Calabria…

E’ una lettera d’addio toccante, di livello pari al fuoriclasse che ha abbagliato per 20 anni l’Nba, quella che Kobe Bryant scrive per dare l’addio al basket: “Ti amerò per sempre, ma non posso amarti più con la stessa ossessione. Questa stagione è tutto quello che mi resta. Il mio cuore può sopportare la battaglia, la mia mente può gestire la fatica ma il mio corpo sa che è ora di dire addio. E va bene. Sono pronto a lasciarti andare”.

La leggenda del basket, tra i giocatori più forti di tutti i tempi e terzo marcatore all-time nella storia Nba, si ritirerà quindi al termine della stagione. Lunga e ricca di successi la carriera, già messa a dura prova nel 2013 dal serio infortunio al tendine d’Achille. Otto i mesi di assenza, prima del ritorno in campo di ‘Black Mamba’. Impossibile raccontare pienamente le vittorie ottenute in carriera e i primati personali, la maglia dei Los Angeles Lakers unico amore di una vita dedicata al basket. Cinque i titoli vinti con LA, due gli ori olimpici conquistati con la nazionale americana. Ben 81 (poco meno di quelli che realizza in media un’intera squadra Nba) il primato assoluto di punti in una gara, realizzato contro Toronto nel 2006.

Anche Reggio Calabria, nel suo piccolo, ha contribuito alla crescita del mito Bryant. Il padre Joe infatti, anch’esso cestista, militò nella Viola negli anni 80. Il piccolo Kobe mosse i primi passi nella scuola basket Viola, seguendo il padre anche a Rieti, Pistoia e Reggio Emilia prima di tornare negli States.

La chiusura ideale è affidata alle stesse parole di Bryant, le ultime della lunga lettera di addio. Il basket mondiale al termine della stagione perderà quindi la poesia irripetibile di colui che è riuscito a non sfigurare nell’Nba del post Jordan, semi-divinità mai avvicinata da nessun altro giocatore. Kobe Bryant ci è riuscito.

Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe