Home / Sport Strillit / BASKET / Viola, l’esonero di Benedetto azzera gli alibi. E’ stata la scelta giusta ?
violascafati

Viola, l’esonero di Benedetto azzera gli alibi. E’ stata la scelta giusta ?

di Vittorio Massa – La vita di un allenatore nello sport è inevitabilmente legata ai risultati. Il pragmatismo è unità di misura suprema e, specialmente quando le aspettative sono alte e poi disattese, non lascia scampo neanche a chi è forse più di un semplice allenatore ( riprendendo il “mas que coach” della società).

Cinque sconfitte in fila, di cui due difronte al pubblico amico contro avversarie tutt’altro che irresistibile sono costate caro a Giovanni Benedetto.

Una scelta sofferta, meditata, quella della società, ma tuttavia inevitabile. Ma è possibile ricondurre tutto al ruolo del trainer neroarancio? Probabilmente no. Benedetto paga sicuramente una confusione tattica e un nervosismo visibile anche ai non addetti ai lavori.La difesa, l’approccio e la scarsa capacità di adattarsi all’avversario sono le tesi dell’accusa.

Con Roma forse la pagina peggiore.Vedere una squadra incapace di punire una più che contentitiva zona “due tre” e alcune opinabili rotazioni hanno fatto pendere gran prendere del pubblico verso il : “Benedetto vattene”. Con obiettività però non si può non puntare anche il dito verso una squadra che per esperienza e qualità doveva dare di puù. Benedetto spesso si è visto “sportivamente tradito ” da giocatori navigati ai quali sono sembrate sconosciute anche i più semplici sistemi di gioco. Lunghi che giocano a sei metri dal canestro, tiri presi con poco ritmo, e troppe, incomprensibili, braccia e gambe “leggere” in difesa non possono essere solo frutto della gestione tecnica.

Benedetto ha spesso rivoluzionato i propri giochi:Rullo o Mordente in posizione di play, Lupusor da ala tiratrice, ad esempio. Alcune soluzioni hanno anche portato benefici salvo poi tornare alla situazioni iniziali. Perchè non isistere?Perchè ritornare al piano partita iniziale seppur inefficace in un determinati momento? Sono domande che scorrono nell’ambiente neroarancio. La società, che inizialmente aveva salvato la squadra dalla pubblica ramanziana del post Latina, ha poi dovuto propendere all’esonEro senza neanche attendere l’imminente sfida con Agropoli. La “palla”,in tutti i sensi, adesso passa alla squadra. Nessun alibi.Occorre reagire e dare un segnale ,a chiunque sieda sulla panchina reggina, che questo gruppo può dare di più. Una presa di responsabilità che è doverosa.

Domenica, con Bianchi probabilmente in panchina, arriverà Agropoli,con l’incredibile ruolo di capolista e favorita. I campani sono una squadra magistralmente gestita dall’ex Audax Paternoster che fa del gruppo la sua arma migliori. Trasoloni è il pivot che sta spadroneggiando in questo avvio di stagione, Roderick e Tavernali le armi sugli esterni. Alle 18, spazio al più imprevedibile dei testa coda.