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Basket – Il vaso di Pandora della Viola. Alcuni giocatori tagliati ?

di Gianni Tripodi – La Viola è entrata in un tunnel, buio e privo di luce, ma partiamo per ordine, dal principio e cerchiamo di capire come ci è entrata.
Freeman apre il vaso di Pandora – Non è affatto un caso, anzi, che, a partire dall’assenza dell’americano, la Viola abbia inanellato due prestazioni imbarazzanti che l’hanno portata alla sconfitta. Freeman pur indirettamente e senza saperlo ha aperto il contenitore dove erano racchiusi tutti i problemi della squadra di Benedetto. Perché se si vince come è accaduto contro Omegna e Scafati si pensa prevalentemente alla vittoria e tutto il resto passa in secondo piano o meglio non gli si dà molta importanza, ma se si perde e in malo modo come successo contro Ferentino e Latina i problemi escono fuori e non c’è modo di nasconderli.
La prima sconfitta casalinga contro Casale Monferrato ci poteva anche stare, mettiamoci che era l’esordio stagionale, che è stata decisa sull’ultimo possesso forzato e sbagliato da Freeman, insomma, archiviamola così. E’ dalla gara di Omegna che i nero arancio si illudono, contro la peggior squadra del torneo e attenzione, non perché sia il fanalino di coda a zero punti, ma bensì perché priva di schemi offensivi che non siano il solo “bombardare” dalla lunga e ostinarsi a farlo anche quando la retina non si smuove. E’ da quel match che la Viola prende coraggio e crea contro Scafati la “grande illusione”. Spinta dalle giocate dei singoli, Lupusor e Crosariol su tutti riesce ad ottenere l’unica vittoria in questo campionato (quella contro Omegna non deve essere considerata), ma lo ripetiamo frutto di giocate di singoli e non di una prestazione corale.
I problemi escono dal vaso – Freeman, l’unico realizzatore puro della squadra, si fa male. Coach Benedetto è nei guai e come dichiarerà nel post gara della sfida contro Ferentino, quando si rompono certi equilibri non è facile ricomporli. Freeman nei tre incontri disputati, tralasciando i punti segnati, si prendeva 16 tiri a partita e dalla sua assenza, il resto della squadra ha dovuto dividersi quei tiri, con esito che già conosciamo. Nella gara contro Ferentino, vedi la caratura dell’avversario, vedi i nero arancio che hanno accusato l’assenza del loro miglior realizzatore, arriva una sconfitta che inizia ad aumentare il malumore intorno alla squadra che, attenzione, era già presente, ma come già detto esce fuori più facilmente quando si perde.
La pazienza infinita della tifoseria termina domenica nella gara a lunghi tratti imbarazzante contro una Latina incerottata. Atleti che non riescono a reggere la pressione, che non hanno il coraggio di prendere e sbagliare un tiro, che passano la palla fino allo scadere dei 24” senza tirare in più di un’occasione, ecco, non è stato di certo un bello spettacolo. I fischi a fine gara del pubblico del Pala Calafiore sono solo il risultato finale di una squadra non all’altezza delle aspettative create.
La delusione sta tutta negli occhi del direttore generale Condello, colui che in estate era riuscito a firmare due ex Nazionali: Mordente e Crosariol, una ex prima scelta NBA: Craig Brackins, un veterano della categoria: Valerio Spinelli e due atleti di sostanza: Rullo e Ghersetti dichiarando con grande entusiasmo: “Il nostro obiettivo è la promozione”. Con un roster di quel livello chi non l’avrebbe pensato? Ecco, forse è stato troppo affrettato, ma la città aveva bisogno di un forte input per continuare a sognare. Adesso però quella frase sa tanto di effetto boomerang sul direttore generale e sulla società. Campagna acquisti sbagliata? Potrebbe anche essere, ma chi si sarebbe aspettato un rendimento così deludente da giocatori di talento e di esperienza? “Questa squadra non ha dimostrato nulla – lo sa bene il dg – dovevano offrire più di quanto hanno offerto finora, sette su dieci andrebbero via oggi, faremo le nostre valutazioni e prenderemo delle decisioni”. Decisioni che potrebbero già avvenire in queste ore con dei tagli importanti: Brackins, Mordente e Spinelli sono i tre principali candidati a lasciare la Viola, su di loro c’erano molte aspettative e tutti e tre le hanno tradite in malo modo.
La responsabilità è di tutti, anche del coach Benedetto, incapace forse nel gestire al meglio il roster con schemi, cambi e rotazioni. Anche se diventa difficile gestire una squadra senza grinta, incapace di lottare e priva di motivazioni. Ma il coach non si nasconde certo dietro un dito: “Non ci sono giustificazioni, quelle le trovano gli uomini deboli”. Da grande uomo di sport e reggino puro sangue Benedetto non ha paura di andare in conferenza stampa, anzi ne sente la necessità esprimendo il proprio dispiacere nel non vedere onorata la canotta nero arancio. Del presidente Branca ha già parlato la sua conferenza stampa (pubblicata anche sui media nazionali).
La speranza è sul fondo – Torniamo al vaso di Pandora aperto da Freeman. Il racconto narra che sul fondo del vaso rimase la speranza (Elpis) che riuscì poi a risolvere i problemi. Serve subito uno scossone, quei fischi hanno fatto male, più di una sconfitta perché arrivati da chi deve darti la spinta per andare avanti e il presidente Branca non vede l’ora che quei fischi si trasformino in applausi. Questa per la Viola sarà la settimana della svolta che deciderà nel bene o nel male i destini di una stagione e verranno prese decisioni importanti, la svolta è alle porte?