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Calcio serie D – Il Roccella fa visita alla capolista Cavese

Terza trasferta in Campania per il Roccella, impegnato nella prima domenica di novembre sul difficile terreno di Cava dei Tirreni, gara in calendario alla 11^ di andata, posticipata di un’ora (15:30) per volontà della società di casa. Nelle precedenti due gare, pareggio ad Eboli al cospetto dell’Agropoli, e sconfitta a Sarno. Cava dei Tirreni è una cittadina di quassi cinquantacinquemila abitanti in provincia di Salerno, che sorge a ridosso del Mar Tirreno, a cinque chilometri dalla Costiera Amalfitana. La Cavese è la principale società calcistica del Comune, fondata nel 1919, ha disputato campionati in serie B e serie C. Dal 2011 la società, dopo diversi cambi societari e nominativi, ha assunto il nome di Unione Sportiva Dilettantistica Cavese 1919. Negli anni venti la squadra militò in I^ Divisione regionale (la serie A dell’epoca) con buoni risultati, ma poi dopo che la famiglia Coppola si ritirò dall’attività calcistica, la Cavese visse un periodo di inattività. I colori bianco blu tornarono a sventolare sul finire degli anni trenta, infatti al termine della stagione 1939/40 la squadra di Cava dei Tirreni approdò in serie C, grazie soprattutto all’apporto di uno dei più grandi calciatori italiani di tutti i tempi come Virgilio Felice Levratto, che ricopriva il duplice ruolo di allenatore-giocatore. La Seconda guerra mondiale rallentò gli entusiasmi pallonari e alla ripresa la Cavese dovette rinunciare alla serie C, iniziando nuovamente dalle categorie inferiori. Negli anni settanta finalmente la Cavese riuscì a rientrare nel calcio di un certo prestigio e nel 1976/77 con in panchina Ramon Loiacono vinse il campionato di serie D. Approdata in serie C, ancora divisa in tre gironi, la squadra si chiamava Pro Cavese con allenatore Corrado Viciani, guadagnò dopo essersi classificata al dodicesimo posto, l’ultimo biglietto utile per la neo costituita serie C1, torneo 80/81 che la vide primeggiare con la vecchia denominazione di Cavese. Nel 1981/82 quindi giocò in serie B, disputando un buon campionato e l’annata successiva sempre con Santin in panchina, la squadra lottò per il salto in serie A al pari di Milan e Lazio. Addirittura si impose a San Siro al cospetto dei rossoneri, 2 a 1 il risultato grazie alle reti di Tivelli e Di Michele, mentre all’Olimpico lo scontro con i bianco azzurri si concluse in parità. Invece tra le mura amiche la Cavese costrinse sia i milanesi che i capitolini a due spettacolari pareggi per 2 a 2. Negli anni successivi vi fu la retrocessione in serie C1 e nell’86 a causa del calcio scommesse la Cavese venne condannata al declassamento in serie C2 con cinque punti di penalizzazione. Addirittura nell’estate del 91 la Cavese fallì dopo un campionato giocato alla grande con Paolo Braca in panchina. I bianco blu furono costretti a ricominciare dal campionato di Eccellenza sotto la denominazione di Intrepida Cavese, dopo aver acquisito il titolo sportivo dal Lanzara. Nel 1993/94 gli aquilotti vinsero il torneo da imbattuti approdando in serie D, campionato vinto nel 96/97, con la città che ritrovò l’agognata serie C2 e nel 98/99 tentò il salto in serie C1, stagione iniziata nel migliore dei modi, ma che si concluse amaramente, oltretutto con il decesso dell’indimenticabile Troiano. Nel 2001 la società venne rilevata dall’imprenditore cavese, Antonio Della Monica, che non riuscì a scongiurare la retrocessione in serie D, anche se poi venne ripescata e retrocesse l’anno dopo per presunto illecito sportivo legato ad una partita di play out. Ma la squadra di Cava dei Tirreni si prese una bella rivincita trionfando subito con Di Somma allenatore, in quella annata vinse anche lo scudetto dilettanti. Nel 2004 buon campionato in serie C2 e la stagione seguente trionfo con la promozione in serie C1 e conquista della Supercoppa di serie C2, successo funestato dalla morte di Catello Mari deceduto la notte del 16 aprile 2015 proprio dopo poche ore la vittoria del campionato. L’anno dopo, ancora Campilongo in panchina, stratosferico torneo e a conclusione della regular season conquistato il terzo posto che permise di giocare i play off, andati comunque male, il Foggia ebbe la meglio. Mister Campilongo tra tante polemiche lasciò la Cavese che l’anno dopo venne dirottata nel girone A della serie C1. Nel 2010 la salvezza arrivò nell’ultima giornata grazie al pareggio ottenuto a Lanciano e qualche giorno dopo in una improvvisa conferenza stampa il presidente Antonio Fariello comunicò la cessione gratuita del titolo a qualsiasi compagine aziendale che avesse voluto rilevare la società, nel frattempo affidata al sindaco Marco Galdi. Nessuno si fece avanti, ma con una straordinaria determinazione i tifosi decisero le sorti della società e con una storica colletta riuscirono ad iscrivere la squadra al campionato 2010/2011, iniziato con sette punti di penalizzazione, divenuti successivamente sei. Stagione conclusasi con la retrocessione in serie C2 e addirittura con l’esclusione dai campionati per dissesto finanziario. In seguito all’esclusione della Cavese, a Cava dei Tirreni sorgono due ulteriori realtà calcistiche, l’ASD Aquilotto Cavese (Terza categoria) e la Vis San Giorgio già militante in Eccellenza Campania, che cambia denominazione in ASD Città de la Cava, che nella stagione 2011/2012 si classifica al terzo posto nel girone B, riuscendo comunque a conquistare la promozione in serie D vincendo dapprima i play off regionali battendo la Palmese in semifinale ed il Montecorino in finale, e poi quelli nazionali, superando l’Audace Cerignola in semifinale e l’Akragas Calcio in finale. In seguito la squadra assumerà la denominazione in Unione Sportiva Dilettantistica Pro Cavese. Nel 2012/2013 conclude il torneo di serie D all’ottavo posto, l’anno dopo al settimo e nel 2014 cambia di nuovo denominazione sociale in Unione Sportiva Dilettantistica Cavese 1919. La scorsa stagione inserita nel girone H, formato da compagini campane e pugliesi, conclude in sesta posizione. Quest’anno è stata dirottata nel girone I del massimo campionato dilettantistico nazionale e la società ha costruito un organico di spessore con un unico obiettivo, il salto nei professionisti. La squadra è stata affidata ad Emilio Longo, in serie D ha già guidato, Gelbison, Serre, Battipagliese e San Severo. In passato è stato assistente di Raffaele Novelli in Seconda Divisione nella Pro Patria, nella scorsa stagione di Carmine Gautieri in serie B a Livorno. Ed i risultati ottenuti in queste prime dieci giornate sono più che confortanti, infatti la squadra del presidente Domenico Campitiello guida la classifica con venti punti con due lunghezze di vantaggio sulla Frattese, comunque i nerostellati hanno giocato una gara in meno, e tre sulla coppia Palmese-Siracusa. Sei le vittorie, due i pareggi, due anche le sconfitte, di cui una in casa alla prima giornata. Fra le mura amiche nelle successive quattro gare altrettante affermazioni piene, mettendo a segno undici reti e subendone cinque, da tre turni la porta davanti alla propria tifoseria rimane inviolata. Lontano dal terreno amico, due le vittorie, altrettanti i pareggi, una sconfitta, le reti realizzate cinque, che portano il totale a sedici, messe a segno da cinque calciatori diversi. Il cannoniere principe con cinque realizzazioni, Varriale, in casa è rimasto all’asciutto all’esordio, poi nei quattro incontri successivi è andato sempre in goal. Quattro reti per De Rosa, tre a testa, Del Serbo e D’Anna, un solo goal Tedesco messo a segno nell’ultimo confronto pareggiato (1 a 1) a Sarno. Nessun ex fra le fila dei locali, un ex invece nel Roccella, infatti mister Galati ha vestito il bianco blu in poche gare nella stagione 97/98 (serie C2), prima di trasferirsi all’ Albanova, sempre in serie C2. Teatro del confronto lo stadio “Simonetta Lombardi”, che a fronte di una effettiva capienza di 15.200 posti, ne ha certificati solamente 5.200. Struttura facilmente raggiungibile perché è situata a circa 100 metri dall’uscita autostradale delle A3 nella tratta Napoli-Salerno.

fonte: asdroccella.it