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Calcio – Cosenza in linea con le previsioni. Il salto di qualità, e si potrebbe sognare

di Valter Leone – La classifica attuale rispecchia fedelmente quelle che sono sempre state le previsioni della vigilia: migliorare il 10° posto della passata stagione e rimanere agganciati in classifica subito dopo le prime cinque, sei posizioni. Ci siamo, anche se il cammino rimane lungo visto che si sono giocate soltanto 7 delle 34 partite in calendario. Però i rossoblu sono lì, a 4 punti dalla capolista Casertana. Media inglese perfetta: in serie positiva da 4 partite, nel corso delle quali ha raccolto 6 punti frutto di una vittoria (proprio contro la Casertana al Gigi Marulla) e 3 pareggi tutti in trasferta. L’ultimo in casa della Juve Stabia, dove la squadra di Roselli ha sì confermato segnali di crescita ma allo stesso tempo ha messo in mostra quei limiti che la frenano per il salto di qualità. Contro la squadra del calabrese Zavettieri si è sprecata una grande opportunità, perché vincere al Menti, e si poteva, avrebbe significato indirizzare la stagione verso un percorso diverso. Più ambizioso. E se come ripete spesso Roselli la condizione psicologica conta molto di più di quella fisica, tornare con un successo da Castellammare avrebbe significato spiccare il volo.

Perché una cosa sembra certa dopo questo primo step: in Lega Pro regna un equilibrio, dove tutti possono battere tutti. Al momento l’unica squadra imbattuta è il sorprendente Messina. E quando regna l’equilibrio, inevitabilmente ci sono partite in cui la vittoria può cambiare le sorti di un campionato. Quel crocevia di cui parlavamo nei giorni scorsi: se imbocchi la strada giusta, si possono anche raggiungere traguardi inattesi. E in queste prime sette giornate il Cosenza in almeno due circostanze avrebbe potuto ottenere di più: il derby di Catanzaro e sabato scorso con la Juve Stabia. D’accordo, quella del Ceravolo è una partita a sé, che probabilmente si rischiava anche di perdere ma per quello che si è visto in campo rimane il rammarico per non essere riusciti a spezzare quell’incantesimo che dura da più di 50 anni. E poi la partita del Menti: un’altra occasione sprecata, perché con un po’ di attenzione in più si poteva portare a casa la vittoria. Più attenzione in occasione del gol subito, più attenzione in un paio di circostanze dalle quali poteva nascere il secondo gol e chiudere la partita.
Certo, come si è detto sin dall’inizio, il Cosenza ha un organico limitato numericamente ma qualitativamente di spessore. Ed è proprio con il minimo che, nell’idea di Guarascio (sposata in pieno sia dal ds Meluso, sia dall’allenatore Roselli) si potrebbe ottenere il massimo. Per cui, la storia dell’organico striminzito non regge, anche in questo periodo in cui l’assenza di Caccetta pesa e non poco (il capitano alle prese con una protrusione discale ha già saltato 5 partite e per rivederlo in campo, nelle più ottimistiche delle previsioni, ci potrebbe volere l’8 di novembre contro la Lupa Castelli Romani al Gigi Marulla). E c’è pure Ciancio alle prese con una distorsione dalla caviglia. Però sarebbe da ipocriti sussurrare a bassa voce che l’organico è ridotto. Farebbe più onore ai protagonisti dire a chiare lettere che per il salto di qualità servirebbe un piccolo sacrificio economico, e si potrebbe puntare alla promozione. Ma il presidente Guarascio (nella foto tratta dalla pagina Facebook del Cosenza calcio), com’è noto, ha un cronico problema di udito.