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Cosenza, una vittoria che può cambiare le cose. Viaggio verso traguardi inattesi

di Valter Leone – Ci sono vittorie che possono cambiare il corso delle cose. E il Cosenza ne sa qualcosa, perché quella di domenica con la Casertana può rappresentare la classica svolta di un campionato che potrebbe portare a inattesi traguardi. Certo, il calcio è strano: si passa dal disastro più totale (vedi la sconfitta di Messina) all’esaltazione massima (vittoria con la Casertana giunta dopo i pareggi di Catania e Catanzaro, il primo ben accetto il secondo mal digerito visti i clamorosi limiti strutturali evidenziati dai giallorossi) in pochi giorni, però nva dato atto soprattutto alla squadra di aver tirato fuori una caparbietà senza precedenti che supera di gran lunga qualsiasi discorso tattico e tecnico. Una vittoria sofferta ma voluta.
Un marchio di frabbrica, questo, che dovrà accompagnare il Cosenza per tutta la stagione. Perché è con queste caratteristiche che si potrà colmare il gap con quelle squadre che hanno organici decisamente più importanti e non solo numericamente. Lo ha ricordato Roselli subito dopo il successo sulla Casertana: il Cosenza non ha mai parlato di playoff e in tutti c’è la consapevolezza di avere sposato un progetto che prevedeva questo tipo di situazione, inutile andare a guardare le distinte delle altre formazioni. Tornano in mente le parole pronunciate proprio dall’allenatore la scorsa estate: ottenere il massimo con risorse limitate ma buone. Nel senso che in fase di costruzione della squadra si è puntato molto su calciatori adattabili a più ruoli: da Corsi a Ciancio passando per Criaco e Blondett oltre ai nuovi Pinna e Guerriera.
La realtà dice inoltre che sono quattro partite che si deve rinunciare a Caccetta, indiscutibilmente fiore all’occhiello dell’organico a disposizione di Roselli. I problemi alla schiena (protrusione discale) lo stanno tormentando e ci vorranno ancora un paio di settimane prima di rivederlo in campo, anche se il giovane Fiordilino (nella foto gentilmente concessa da Andrea Rosito, duella con Macosu). E poi la condizione di altri calciatori importanti come Statella (devastante e decisivo domenica con la Casertana), Arrighini e Raimondi reduci da infortuni che li ha costretti a saltare buona parte del lavoro fisico previsto durante il pre campionato.
Ecco che vittorie come quelle con la Casertana sono importanti, perché aumentano l’autostima nonostante le palesi difficoltà. Perché ti danno la consapevolezza che a volte le alchimie tattiche lasciano il tempo che trovano: è una questione di testa, di avere quella determinazione che ti spinge a raggiungere un obiettivo importante, anche se chi affronti è decisamente più forte dal punto di vista tecnico. E dell’organico. Quella di domenica scorsa potrebbe rappresentare una nuova partenza, verso inattesi traguardi. Nel segno della caparbietà.