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Roselli al Cosenza: «Devi essere propositivo fiducioso e metterci tanto entusiasmo»

di Valter Leone – Un paio di certezze e qualche dubbio sulla formazione. Tre certezze sul come la squadra deve affrontare il derby. E poi rintuzza e rispedisce al mittente le singole polemiche legate al dopo Messina. La vigilia di Roselli (nella foto tratta dalla pagina Facebook del Cosenza calcio) si può sintetizzare in tre tronconi. Una conferenza stampa veloce e incisiva, senza fronzoli. Evidentemente Catanzaro-Cosenza nasconde molte più insidie di quanto si vuole fra trasparire.

Procediamo per ordine. Le certezze. «Caccetta parte con noi, verrà in panchina ma non gioca. La Mantia, come il resto della squadra, a parte il nostro capitano, è a disposizione. Raimondi è in crescita ma domenica scorsa facendolo giocare dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo abbiamo corso un grosso rischio. Sta meglio, diciamo che in questa settimana è stato molto più brillante del solito. Ma la fretta non è mai buona consigliera”. I dubbi, sulla difesa: rispetto a Messina potrebbero cambiare gli esterni con Corsi a destra e Ciancio a sinistra. Ma a vedere la rifinitura non sembrerebbe. E Roselli la liquida in due parole: «Abbiamo 5 calciatori per 4 maglie. Sono tutti sullo stesso livello». Ma Corsi quando è rientrato negli spogliatoi era scuro in volto: è stato provato molto, ma molto di meno durante i calci da fermo. Al contrario di Pinna.

Poi la partita. «A Trapani contro l’Akragas il Catanzaro ha fatto tanto: meritavano qualcosa in più. A Messina, invece, la differenza l’ha fatta l’entusiasmo che ci ha messo la squadra siciliana, noi invece siamo stati normali. E nelle prime 5, 6 , 7 partite l’entusiasmo fa la differenza. Come sta il Cosenza? Bene, a parte i problemi psico-fisici di cui sapete tutto. Ci sarebbe dovuto essere un po’ di entusiasmo in più, tocca a noi crealo e a trasportare l’ambiente. Servono tre cose: essere propositivi, fiduciosi e soprattutto avere grande entusiasmo».

Il finale Roselli lo dedica al clima un po’ teso che si è respirato martedì alla ripresa degli allenamenti. «Io non ho sentito nessuna parola grossa, come qualcuno l’ha descritta. E poi non è la tifoseria, perché io vedo i 2500, 2800 che vengono allo stadio e ci incitano. Che poi ci sia qualcuno che non sia contento di qualcosa, l’avevo già detto alla vigilia della sfida di Messina. Noi dobbiamo rispondere alla società, al presidente. Dobbiamo metterci massimo impegno, dare sempre tutto e possibilmente fare anche risultato. E non sarà un vittoria a cambiare le cose».