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Gli eroi sono tornati. Al PalaCalafiore standing ovation per Garrett e Volkov

di Gianni Tripodi – Dean Garrett e Sasha Volkov riabbracciano la Viola. Entrano al Pala Calafiore con una standing ovation del pubblico che non fa altro che seguirli anche solo con lo sguardo, sono magnetici. In un attimo sono già circondati da giovani, ma soprattutto “vecchi” tifosi che non aspettavano altro che stringere la mano e fare una foto ricordo con coloro che hanno scritto la storia della Viola Reggio Calabria. Sono loro infatti due dei grandi protagonisti della “stagione” per eccellenza della Viola, quella del 92/93. Quella allenata da Carlo Recalcati con capitan Sandro Santoro, Hugo Sconochini, Roberto Bullara, Donato Avenia, Jorge Rifatti, Marco Spangaro, Alessandro Giuliani e Tiziano Lorenzon. Quella che ha raggiunto il più grande obiettivo di sempre centrando il sesto posto in classifica. Era il 18 aprile 1993, quarti di finale playoff, gara 3 contro la Benetton Treviso. La Benetton aveva vinto gara 1 102-93 e perso a Pentimele gara 2 87-85. Siamo sull’84 a 82 per i trevigiani dopo che Nino Pellacani realizza i due liberi che valgono il +2.  Nell’azione successiva rimessa con lancio lungo stile baseball di Avenia per raggiungere Garrett il quale riceve e schiaccia sulla sirena. L’arbitro Maggiore convalida, ma il collega Teofili no e anche il tavolo gli dà ragione. Da quel giorno svanirono i sogni di gloria della Viola che avrebbe potuto cambiare non solo la sua storia, ma anche quella del basket italiano, Tuttosport titolerà: “Vietato vincere per noi terroni”.

Dean Garrett oggi vive a Las Vegas in totale relax. Arrivò alla Viola nel lontano 1990/1991 da Forlì e lascio subito il segno nel cuore dei tifosi nero arancio. A distanza di oltre vent’anni non riesce però ancora a dimenticare quel canestro contro la Benetton.

Quali sono i tuoi ricordi?

I miei ricordi più belli sono legati a questo palazzetto, i tifosi erano fantastici erano sempre pronti ad incitarci, davvero incredibili!

Segui ancora la Viola?

Assolutamente si, la seguo sempre su internet e su facebook perché voglio sempre essere informato, oggi è la prima volta che la vedo giocare dal vivo.

Sei d’accordo sul fatto che la Viola è stata la miglior squadra in cui hai giocato?

Si penso davvero di sì. Eravamo una squadra affiatata come poche e ce la siamo giocata fino alla fine contro la Benetton Treviso.

Che ricordi hai di quella partita?

Ricordo a malincuore che l’ultimo tiro non è stato convalidato. Dal campo sembrava buono, ma gli arbitri non sono stati d’accordo.

Perché secondo te non è stato convalidato?

I don’t know! (Non lo so). Bisognerebbe chiederlo a loro. Ancora oggi non riesco a darmi una spiegazione.

Sasha Volkov, con la nazionale ucraina ha vinto l’oro alle Olimpiadi di Seul del 1988 e agli Europei del 1985, ha lasciato l’NBA (Atlanta Hawks) per tornare a giocare in Europa, in Italia, con la canotta della Viola.

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Che ricordi hai di quell’ anno?

A tutti quelli che me lo chiedono dico sempre che è stato l’anno più importante della mia carriera anche se è stato breve, ma mi ha lasciato davvero grandi emozioni. Ricordo con piacere l’entusiasmo di tutta la città attorno la squadra, ho un ottimo ricordo di tutti i miei compagni e di coach Recalcati. Qui a Reggio ho lasciato molti amici, si mangia benissimo, avete una città meravigliosa. Resta il rammarico di essere arrivati ad un passo dal conquistare qualcosa di importante, un sogno per tutti noi, ma soprattutto per la città.

Cosa pensi di questa Viola?

Penso sia una squadra attrezzata per disputare un ottimo campionato, ma sono convinto che alla fine come è già accaduto saranno i tifosi a spingerla verso la vittoria.