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Bermè Viola, Monastero: “Presentazione a Milano? C’è il mio zampino. Società di primo livello”

di Gianni Tripodi – E’ il 15 giugno 2015, la Viola Basket, non ancora Bermè comunica che l’Assemblea dei soci ha nominato il Consiglio di Amministrazione della società individuandone il presidente nella figura di Giusva Branca e il vice presidente nella figura di Raffaele Monastero. Passa un mese da quell’ufficializzazione (21 luglio) e Monastero piazza subito il colpaccio, non è Mordente e neanche Brackins, ma un main sponsor che mancava sulle canotte nero arancio da moltissimi anni. La trattativa viene gestita dal vice presidente che riesce a portare a casa un risultato prestigioso, la Bermè, bevanda che abbina il bergamotto di Reggio Calabria alle mele del Trentino si legherà alla società di via Pio XI per la stagione 2015/2016 grazie all’accordo fatto con Franz Schweigkofler, socio e amministratore di Dolomiti Fruits. Centrato un grande obiettivo Monastero non si ferma, anzi, raddoppia. Il 21 settembre la Viola viene presentata in grande stile a Milano in occasione del Memorial Morelli, vinto nettamente dai nero arancio con Brackins Mvp del torneo. All’11 Clubroom di Milano in presenza del giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzio e i media nazionali, la Viola ha finalmente lo spazio che merita. Serata di gala con degustazione di Bermè e grandi ex che non sono voluti mancare all’evento.
Innanzitutto chi è Raffaele Monastero?
Bella domanda (ride ndr). Intanto sono un grandissimo appassionato di basket. La mia storia familiare mi ha permesso di maturare nella carriera professionale avviata a Milano ormai da tanti anni. Adesso sono riuscito ad unire questa mia passione con le mie capacità professionali e posso donarle alla Viola che oggi sta rinascendo e rappresenta una delle realtà più importanti della città negli ultimi anni.
Quando e com’è nata l’idea di entrare a far parte del mondo Viola?
Sono sempre stato a stretto contatto con Giusva e da oltre vent’anni c’è un grande rapporto di amicizia con Benedetto. Nei primi mesi del 2015 abbiamo iniziato a fare alcuni ragionamenti con il presidente in perfetta sintonia, ho sempre creduto che lui sarebbe stata l’unica persona a Reggio in grado di poter avviare la rinascita della Viola soprattutto per il filo di continuità che lo lega alla storia di questa società. A maggio Giusva mi ha proposto di entrare a far parte del consiglio pur sapendo dei miei pressanti impegni professionali a Milano. Non so dire se ho accettato perché non ho saputo dire di no oppure se è stata la naturale conseguenza della grande amicizia che mi lega a lui. Da quel momento in poi il legame si è poi esteso anche con Gaetano, questo sodalizio tra noi tre che rappresentiamo l’operatività della società, mi ha fatto credere davvero che si potessero raggiungere degli obiettivi importanti.
Com’è andata la presentazione milanese? Ovviamente c’è stato il tuo zampino.
Si ovviamente c’è il mio zampino (ride ndr), sarebbe falso negarlo. E’ stata un’operazione voluta fortemente intanto dal main sponsor, ma anche dai media nazionali. Non dimentichiamoci che la Viola ha un blasone che non dipende da me o da altri, ma dalla sua magnifica storia fatta da uomini importanti come il giudice Viola, il dottore Scambia, mio padre stesso e il notaio De Tommasi. Sono state persone che hanno sempre avuto uno spessore professionale e già questa cosa al di là di tutto faceva la differenza.
Perché la Viola si è legata alla Bermè?
Nasce tutto da un’intuizione di Mara Paone che è una consigliera poco appariscente, ma molto preziosa. E’ sempre attenta e vicina a tutti noi, con lei c’è sempre un confronto che porta sempre a degli stimoli. Ha segnalato questo prodotto al presidente che me ne ha parlato, c’è stato subito un contatto con Nino Manti e poi con Franz Schweigkofler successivamente con Alessio Vulcan ed è nata questa unione che speriamo sia a lungo termine.
Buoni, buonissimi segnali arrivati dal Memorial Morelli di Legnano, nonostante l’assenza di Crosariol la squadra ha risposto bene.
Concordo su quanto già detto dal coach perché è ciò che è realmente venuto fuori dal torneo. La squadra ha manifestato, anche se siamo indietro con la preparazione, una struttura decisamente importante a livello di qualità e una mentalità vincente nei momenti decisivi in entrambe le partite, ciascun giocatore a modo suo ha dato il proprio contributo facendo la differenza.
Durante la presentazione del campionato di A2 il presidente Basciano ha proposto la promozione di due squadre, che ne pensi?
Bisognerebbe riflettere sui roster delle squadre presenti oggi in A2. Siena, Roma, Reggio, Treviso, Biella e Verona non possono rimanere confinate in A2 per una logica di natura organizzativa e di natura politica che nasce in un contesto antecedente al presente. In questo momento il basket italiano è in profonda trasformazione, probabilmente è sulla strada giusta, ma non possiamo permetterci una logica del tipo NBA perché non siamo gli Stati Uniti, il nostro basket è legato al numero dei tifosi e non all’audience televisivo.
Quali sono le ambizioni di questa Viola?
Sono quelle che abbiamo già manifestato in maniera molto chiara. La società è di primo livello, abbiamo costruito una squadra di uomini e campioni importanti, sappiamo perfettamente che ci sono tanti fattori che sportivamente potranno influire sull’esito del campionato e dei playoff, ma abbiamo fatto davvero il meglio e sono sicuro che coach Benedetto cercherà di raggiungere traguardi importanti.