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Roselli: “L’Akragas? Ci conosciamo poco Il Cosenza può fare un buon campionato”

di Valter Leone – Terza giornata ma soltanto due partite giocate. Il Cosenza torna in campo al Gigi Marulla e sfida l’Akragas, reduce dalla sosta forzata come i rossoblu. “A Matera – attacca Roselli (nella foto trattad al sito www.ilcosenza.it) in conferenza stampa – hanno giocato con il 3-5-2 anche se abitualmente fanno il 4-3-3. Hanno giocato bene, gggredito molto alti con i centrocampisti. Non meritava di perdere. Tutti vogliamo fare risultato e la partita. La verità è che bisogna interpretare in modo migliore le fasi di attacco e di difesa. L’Akragsa è una squadra fisica, di grande esperienza e qualità. Però, rimane di difficile interpretazione visto che ancora ci conosciamo poco. Di solito per studiare un avversario si guardano le ultime tre partite, qui non si capisce nemmeno quanto siano i calciatori a disposizione per ogni squadra”.

Insomma, pare sia un nuovo inizio. “No, è peggio”, dice Roselli, il quale aggiunge: “non solo per noi. Non si ha continuità, e fino a quando non arriverà le certezze non ci saranno mai. L’amichevole di San Fili? I miei non erano rimbrotti per come ho letto. Nel in campo tanti ragazzi, alcuni della Beretti che nemmeno si conoscevano. Il giovedì è sempre un giorno particolare. Il secondo tempo siamo andati meglio. Magari quella poca soddisfazione nel vedere alcune cose ci permette al venerdì di essere più attenti”.
Si mette a ridere Roselli quando gli viene chiesto della formazione. “Ditemi che è uno scherzo… Siamo contati. Statella? Non ha i 90’, anche se gli altri hanno giocato pure una sola partita, tolte le due di Coppa a inizio agosto. Subentrando potrebbe essere in’arma letale come lo è già stato con il Martina. Se non è Statella a giocare dall’inizio sarà Guerriera. Pinna? Si, giocherà dal primo minuto”.

Da più parti si registrano consensi positivi per il Cosenza. E tutti concordano sul fatto che un paio di rinforzi in più, avrebbe potuto giocarsela con le prime. Ancora Roselli. “Abbiamo fatto un discorso con il presidente a maggio: invece di avere 22 calciatori, le cosiddette coppie si è pensato a costruire un altro tipo di organico. Altrimenti non ci saremmo potuto permettere i vari Arrighini, Cacetta, Tedeschi… Magari prendere altri 3 e 4 calciatori, avrebbe significato investire altri centinaia di miglia di euro. La crescita che deve fare il Cosenza sarà graduale, senza fare proclami. E non è detto che prendendo altri giocatori forti hai la certezza di vincere, abbiamo esempi eclatanti di società come Cremonese e Benevento che hanno speso tanto ma non hanno vinto. È chiaro che se spendi di più non arrivi quint’ultimo. Le qualità sono date dal costo. Io – conclude Roselli – sono convinto che noi possiamo fare un buon campionato, senza andare fuori dalle righe dal punto di vista economico. Questa è una piazza importante: ai calciatori ho detto che qui la maglia qualche volta è più pesante. Però se fai bene a Cosenza vai in B; se fai bene a Renate, con tuto il rispetto per il renate, devo prima passare da Cosenza o Cremonese per andare in B”.