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Calcio, Serie D- Trocini: “È un Rende che mi piace.Manca soltanto qualche under”

di Valter Leone – Una sconfitta ai calci di rigore, un’altra decisa da una palla inattiva. Il Rende chiude all’ultimo posto il triangolare della solidarietà giocato domenica al Tarstitano di Paola, a favore delle vittime dell’alluvione che ha colpito Rossano e Corigliano lo scorso 12 di agosto. “Gli ultimi saranno i primi”, ha detto con il sorriso sulle labbra il giovane presidente Fabio Coscarella alla fine della manifestazione. L’ha presa bene anche l’allenatore Trocini: in fondo la sua squadra non ha demeritato, soprattutto nella sfida con il Cosenza. “Abbiamo preso gol da un calcio di punizione: disattenzione a parte, ci sta che contro un squadra di Lega Pro e con calciatori strutturati, puoi anche soffrire la stazza fisica. Complessivamente – aggiunge l’allenatore dei biancorossi – la differenza di categoria tra noi e il Cosenza non si è vista così tanto. Abbiamo creato diverse situazioni da gol che andavano concretizzate meglio. Però sono contento della prestazione, perché la squadra in campo l’ho vista compatta, ha sofferto poco contro un buon Cosenza che, tra l’altro, è sempre una squadra di categoria superiore. Ho rivisto quello che già era successo a Ferrara con la Spal nella partita di Coppa Italia”.

Insomma, il Rende procede verso quella strada tracciata durante la fase di costruzione. Anche le seconde linee contro la Paolana hanno fatto vedere buone cose, nonostante la squadra rimane incompleta soprattutto per quel che conerne il parco under dei classe 97. E in un ruolo in particolare: l’esterno basso sinistro. Domenica contro il Cosenza è stato utilizzato Potrone, un ragazzo in prova mentre nella sfida con la Paolana è stato adattato Benvenuto che è un difensore centrale. “Purtroppo – racconta Trocini – noi i calciatori per quel ruolo li avevamo individuati: si tratta di Fedele che avevamo preso dal Catanzaro e di Cefalà reduce da un buon campionato con il Sambiase in Eccellenza. Però entrambi hanno deciso la lasciare la squadra: il primo vuole proprio smettere con il calcio, il secondo per un problema legato alla scuola. Peccato perché a questo punto avremmo avuto la squadra al completo. Però – conclude Trocini – c’è ancora il tempo per cercare di colmare questa lacuna”.