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Guerriera esalta il Cosenza: “C’è un gruppo da play off”

di Valter Leone – “Questa è una squadra che può giocare alla pari con chiunque. Una squadra che deve essere ambiziosa, perché il gruppo è valido: ha le qualità per inserirsi nella lotta ai play off”. Rompe gli argini il giovane esterno Marco Guerriera, 23 anni da compiere il prossimo 23 agosto. È il primo dei tesserati a parlare apertamente di un obiettivo che va oltre quello che fino a oggi è stato il passaparola nel club silano: migliorare la posizione della passata stagione e attestarsi subito dopo le prime quattro, cinque della classifica. Perché effettivamente il Cosenza visto all’opera nelle prime due uscite ufficiali con Ascoli e Vicenza nella Coppa Italia Tim Cup ha destato un’ottima impressione.

E poi a galvanizzare Guerriera è l’ambiente che ha trovato a Cosenza. “Mi sono ambientato subito. Bene, veramente molto bene. Un ottimo gruppo, una bella città. Ho trovato persone che mi hanno accolto come fossi qui da tanti anni, sia tra i compagni di squadra sia in società. Rispetto a Melfi ho trovato un gruppo completamente diverso: lì eravamo tutti ragazzi, qui invece ho trovato gente con esperienza che ha sulle spalle campionati in categorie importanti. Sono veramente contento di come sia cominciata questa nuova avventura, favorita anche dal fatto che da Melfi eravamo in tre (il portiere Perina e l’altro difensore Pinna, ndc)”.

Un esterno capace di giocare sia basso che alto. “L’ho fatto prevalentemente sulla corsia destra nelle mie precedenti esperiienze”. Adesso con Roselli, vista anche l’assenza di Statella, ha giocato alto e a sinistra. “Evidentemente vede in me caratteristiche tali da utilizzarmi in più ruoli. Ho notato che al mister piace che gli esterni di centrocampo facciano un lavoro ‘sporco’ di copertura. E questo per me non è un problema”. Guerriera ha parole di elogio anche per l’allenatore. “Molto professionale, si vede lontano un miglio che è nel calcio da tantissimi anni. Grazie alla sua esperienza sta cercando di inculcarci quelle che sono le sue idee. Ottimo impatto anche con lui”.

Da catanese per la prima volta dovrebbe affrontare da avversario la squadra della sua città. “Diciamo che il sogno di ogni bambino è quello di giocare con la squadra della propria città. Sarei un ipocrita se non dicessi che è stato così anche per me. Adesso mi potrebbe capitare di giocare al Massimino e per me sarebbe un grandissimo onore. Anche perché il Catania negli ultimi anni, prima che accadessero le ultime vicende, è stato nell’élite del calcio con tante stagioni in serie A”.