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Calcio, Lega Pro – Cosenza, raduno sotto tono L’entusiasmo non è di casa

di Valter Leone – In una società normale, il giorno del raduno rappresenta il primo contatto con la tifoseria. Lo sbocciare di un entusiasmo contagioso che possa accompagnare i protagonisti nel lungo percorso della stagione. A Cosenza non è così. Somiglia più a un funerale. Forse avranno pensato: niente feste e sorrisi nel giorno della morte della Reggina. Magari per rispetto del segretario Massimo Bandiera, per anni nel cuore della società amaranto; o per rispetto dello stesso Marco Ciri Criaco che a Reggio Calabria ci vive. Zero tifosi. Anzi, no: uno solo. Quattro, ma proprio quattro giornalisti. Punto. Da una parte i nuovi arrivati: Perina, Guerriera e Pinna seduti sullo stesso divano. Ma si conoscono già: erano assieme a Melfi e non vedono l’ora di abbracciare anche Tortori attaccante da tempo sul taccuino di Meluso. Ancora più in là Arrighini e La Mantia, vicini alla porta d’ingresso. E poi Statella, Caccetta, Arrigoni, Ciancio, Blondett e Criaco davanti alla reception. Un po’ più defilato il giovane Fiordillino (“con due elle” dice il giovane porteire Puterio che sta accanto sa lui). E poi Saracco e Corsi su in camera, a riposare. Il portiere poi scenderà nella hall, il jolly rossoblu rallegra un po’ la serata dalla finestra della sua camera assieme ai vecchi compagni nel frattempo usciti fuori, sulle scale d’ingresso dell’hote San Carlo.

Già, il San Carlo. A Rende. Si racconta di una mattinata frenetica nella sede del Cosenza calcio. Roba da servizi segreti: “chi ha spifferato che si va all’Italiana Holtes? Non va bene…”. Si racconta di attimi di tensione. Poi la segretaria Grazia si attacca al telefono e organizza il raduno. Telefonata e cambio immediato. Si va al San Carlo e dal telefonino di Bandiera partono gli sms verso i calciatori e staff per comunicare la nuova location. Assieme al professore Roberto Bruni, durante questi primi giorni di test, ci sarà anche il giovane preparatore atletico Luigi Pincente, figlio d’arte.

Torniamo sulle scale dell’hotel. Ci sono Arrigoni, Ciancio, Caccetta, Blondett, Criaco e Statella. Quelli della passata stagione. Arriva il direttore Meluso seguito dai fedelissimi Bandiera e Marulla. Baci e abbracci. E la battuta di Roselli al ds: “Sei in ritardo!”. In effetti è vero: appuntamento entro le ore 19 in albergo. Oltre mezz’ora di ritardo. Ritardo che si sta accumulando anche nella costruzione della squadra: non si è visto Tedeschi, il cui rinnovo veniva dato per fatto. E non c’è nemmeno Soprano, giovane difensore preso in prestito dal Genoa ma che il Cosenza non ha ancora annunciato. Lo hanno fatto dalla Liguria.

La nuova stagione stagione è cominciata. Ma lo slogan del Cosenza è: volare basso.

 

Arrighini e La Mantia I vecchi Perina Guerriera e Pinna