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Lega Pro C, il campionato ‘fantasma’. Chi si iscrive l’anno prossimo ?

E’ come una corsa al contrario. Agli antipodi rispetto al pensiero di De Coubertin (‘l’importante è partecipare’) il campionato di Lega Pro diventa sempre più un fuggi fuggi generale. Chiarissimo, in merito, il pensiero di Francesco Manniello: “La Lega Pro è il campionato dei debiti. Non posso più andare avanti, tifo per questi colori ma è arrivato il momento di fermarmi”. Le vespe quindi rischiano seriamente di dover progettare un nuovo futuro, discorso simile per il Benevento. Dopo gli investimenti milionari dell’ultimo lustro, la promozione in serie B è rimasta un miraggio. Oreste Vigorito, presidente dei campani, dichiara amareggiato: “Il sogno è finito. Sono dispiaciuto di non aver regalato la promozione a questa città. Non iscriverò la squadra al campionato, le istituzioni sono già al corrente di questa mia scelta. Consegnerò la documentazione al Sindaco”. E’ un disco che si ripete, per ulteriore conferma basta sentire le dichiarazioni di Schiavone, presidente del Martina Franca: “Da questo momento, non sono più il presidente del Martina calcio per una mia scelta, una scelta che è finalizzata a dare ancora una volta un contributo. Penso che continuare a fare calcio sia impossibile per chiunque.  Senza definire la questione stadio, non si può organizzare, uniformare ed armonizzare la società che può e deve diventare una società di professionisti sotto tutti i punti di vista”.

Un campionato ‘fantasma’ quindi, che vede inoltre un Messina che dopo la gestione Lo Monaco dovrà trovare una nuova via. Il club siciliano ancora non sa chi dovrà affrontare nello spareggio play-out tra Savoia e Reggina, altre due società sull’orlo del baratro. Se per i campani il destino appare segnato, gli amaranto sperano nella trattativa con gli australiani per evitare il fallimento. Il Matera, rarità tra le poche,  non soffre di problemi economici ma vede il futuro minacciato da un illecito sportivo che potrebbe costare caro. La situazione generale del campionato di Lega Pro appare disastrata e impietosa, con almeno 14 società (su 60, un quarto del totale) che rischiano seriamente di non potersi iscrivere al prossimo campionato. Sin troppo facile evidenziare che serve una profonda e urgente riforma della terza serie, altrimenti destinata ad ‘affiancare’ rapidamente l’universo dilettantistico.