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Cosenza, Calderini ai saluti: “Ciao Sanvitino mio…” E in B lo cercano in tre

di Valter Leone – “Ciao Sanvitino mio, non ci vedremo più…”. La frase è stata rubata a Elio Calderini subito dopo l’allenamento di rifinitura di stamattina. Ha lasciato il San Vito con un bustone tra le mani, all’interno del quale aveva raccolto tutti gli effetti personali: armadietto svuotato. Scene che hanno il sapore dell’addio. E poi quella frase pronunciata mentre varca la porta carraia, e con lo sguardo malinconico a osservare il campo di allenamento dei Lupi. Evidentemente il futuro del talentuoso calciatore rossoblu era già scritto. Da tempo. Probabilmente da gennaio, quando il suo trasferimento al Lecce era stato praticamente concluso per poi arrivare al clamoroso dietrofront di Guarascio e Meluso in seguito alla clamorosa sconfitta del Cosenza in casa della Lupa Roma. Da quel giorno si è consumata anche la rottura con il procuratore del calciatore stesso.

Genio e sregolatezza. Ma più che al talento, alle qualità tecniche del calciatore, evidentemente in casa rossoblu si è guardato alla sregolatezza del fantasista di Città di Castello. Anche perché la sua rimane una stagione tutta da mettere in cornice: una seconda punta non titolare fisso che segna nove reti, colpisce quattro clamorosi legni e sbaglia pure un calcio di rigore è veramente tanta roba. Ad avercene di calciatori con queste caratteristiche. E non è un caso che mezza Lega Pro gli abbia messo gli occhi addosso: il feeling con il Lecce si è interrotto soltanto perché la famiglia Tesoro è in trattativa con il “viperetta” Ferrero per la cessione del club. Ma chi costruirà una squadra di vertice, non si lascerà sfuggire questa opportunità. Ma è di queste ultime ore la voce seconda la quale Calderini sarebbe a un passo da un club di serie B. Il procuratore Alessandro Marino sta lavorando su tre opzioni: Ternana (che al momento sembra quella più accreditata), Bari e Trapani.