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Cosenza: salvezza, Coppa Italia e il nono posto sono nel mirino

di Valter Leone – Che non tutti i mali vengono per nuocere, in fondo non è soltanto un modo di dire. Almeno a Cosenza. O meglio: per il Cosenza, il quale in sette mosse si è tirato fuori dalla zona pericolo ma contestualmente ha tanti motivi per non mollare di un millimetro. Su questi ultimi torneremo, dopo avere spiegato il perché non tutti i mali vengono per nuocere. A cominciare dalla sconfitta di Catanzaro nel derby di campionato, giunta a culmine del periodo più negativo della gestione Roselli almeno per quel che concerne i numeri.

Nelle prime 6 partite del girone di ritorno i rossoblu avevano raccolto la miseria di 3 punti, replicando quell’inizio di campionato che quattro partite più avanti portarono Cappellacci all’esonero. Il ko del Ceravolo alimentò critiche pesanti soprattutto sulla testa dell’allenatore, al punto che una parte della tifoseria ne chiedevano le dimissioni o l’esonero. “Salvo il Cosenza e poi me ne vado!”, urlò in faccia i tifosi Roselli.

Momento no sul campo, ancora peggio negli spogliatoi con una serie di infortuni a catena e tutti nello stesso reparto: la difesa. Sperotto era già fuori, uno dopo l’altro si fermarono Blondett e Tedeschi; successivamente pure Magli. Emergenza totale nel periodo peggiore. E in arrivo c’era un altro derby, quello con la Reggina. Con gli uomini contati ecco che il pragmatico Roselli davanti al portiere Ravaglia è di fatto costretto a dare una maglia da titolare a Carrieri, fino a quel momento mai tenuto in considerazione tranne che nella partita d’andata della semifinale di Coppa Italia con il Pontedera. Il granatiere di Taranto gioca centrale assieme a Magli mentre a destra viene adattato Corsi, un’altra scelta obbligata e un po’ anche figlia della disperazione.

Ebbene, quel Cosenza superò la Reggina (2-0, gol di De Angelis e Caccetta) e da lì in poi non ha più perso. Domenica nell’altro derby, quello di Lamezia, è stato centrato il settimo risultato utile consecutivo nel corso dei quali sono stati raccolti 12 punti frutto di 4 vittorie (al D’Ippolito la prima lontano dal San Vito firmata da Roselli) e 3 pareggi. Un momento d’oro, figlio di un cinismo mai visto il ché significa salvezza praticamente in tasca: 13 punti di vantaggio sulla zona play out a 6 giornate dalla conclusione è veramente tanta roba. E stavolta la frase più inflazionata nel mondo del calcio non vuole passare per un abuso. Ma in casa rossoblú questa determinazione a cercare sempre il risultato, è una costante che non si vuole assolutamente perdere perché ci sono ancora tanti motivi per non mollare.

Già, tanti motivi. Intanto perché la salvezza non è aritmetica, lo diventerebbe giovedì nel caso in cui si battesse il Savoia e il Messina venisse sconfitto in casa dal Martina Franca. A quel punto si andrebbe a +16, a 5 partite dalla conclusione. Che poi sarebbe la condizione migliore per concentrarsi sulla doppia finale di Coppia Italia con il Como, trofeo al quale tiene in modo particolare il presidente Guarascio capace di trasferire questa sua volontà a tutto il gruppo che, in ogni caso, non ha mai sottovalutato la competizione altrimenti non si sarebbe giuarrivatinti fino all’atto conclusivo. Dunque Coppa Italia, da lì il lavoro che si sta facendo nel gruppo a non abbassare mai la guardia, a non perdere l’abitudine a vincere. E poi, visto che l’appetito viene mangiando, c’è quel nono posto entrato nel mirino dei Lupi: superare il Barletta, 2 punti più avanti (ma con una penalizzazione in arrivo…), significherebbe garantirsi un posto nella Coppa Italia 2015-2016. Infatti saranno 78 le squadre che prenderanno parte alla Tim Cup della prossima stagione: 20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D.

Infine, ma non per ultimo, il futuro. Dal direttore sportivo, allo staff tecnico fino ai calciatori: quali saranno le decisioni del presidente Guarascio? Pare che il massimo dirigente abbia rimandato il tutto a salvezza acquista aritmeticamente e soprattutto dopo la finale di Coppa Italia (il 22 aprile al San Vito, ore 20.30, il match di ritorno che assegnerà il trofeo). L’unica certezza sono i contratti biennali in essere: Blondett, Arrigoni e Statella. Con l’allenatore Roselli ci sarebbe già più di una mezza intesa mentre al momento pare non del tutto scontato il rinnovo di Meluso il quale sarebbe finito nel radar della Casertana.