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Calcio – Trocini e la favola del Rende iniziata con la salvezza della scorsa stagione

di Valter Leone – Missione compiuta. E con anticipo, visti i risultati un po’ a sorpresa della domenica. Il Rende fa suo il derby calabrese con la Nuova Gioiese e aggancia l’Agropoli, fermato sul pareggio dall’Hinterreggio. Sorpasso al Torrecuso, fermato in casa dal Due Torri che poi è il risultato che meno ci si aspettava. Certo, non si può ancora festeggiare ma a 6 giornate dalla conclusione essere lassù è “un motivo di orgoglio per la squadra” come ripete il giovane allenatore Brunello Trocini. L’uomo della svolta, indubbiamente. Perché per raccontare la favola Rende, inevitabile fare un passo indietro e fermarci alla passata stagione. Era la quinta giornata del girone di ritorno e la Vibonese sbanca il Lorenzon (2-0): il Rende precipita al penultimo posto e si decide per l’esonero di Franco Giugno il quale era subentrato a Stefano De Angelis a sua volta sollevato dall’incarico dopo 4 sconfitte di fila nelle prime 4 giornate. Il club di via Fratelli Bandiera promuove Brunello Trocini dalla Juniores, dopo che l’anno prima aveva stravinto il campionato dei giovani sulla panchina del Cosenza dalla quale si era dimesso a 4 giornate dalla fine con 8 punti di vantaggio sulla seconda. Ma questa è un’altra storia.

Quella da raccontare, appunto, è la storia di Trocini sulla panchina del Rende. Dunque, 12 giornate alla conclusione del campionato della passata stagione e una squadra da risollevare nel morale, visto quel penultimo posto che pesava come in macigno. E che ti fa il giovane allenatore? Un capolavoro sportivo: 27 punti in 12 partite, frutto di 8 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. Festa salvezza all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Una gioia infinita, per uno che da calciatore sempre a Rende aveva vinto un campionato di serie D grazie anche alle sue perle da attaccante: alla fine segno 11 reti, su tutte un calcio di punizione dal limite al San Vito contro il Cosenza. Ma tante magie anche al Lorenzon.
Ma torniamo alla sua giovane carriera da allenatore. È chiaro che dopo quel miracolo non si poteva non ripartire da lui. Nonostante Roberto Cappellacci, con il quale aveva giocato assieme nella Reggiana nell’ex serie C1 (e dire che ci sono “maestrini” del giornalismo regionale che Trocini ricordano soltanto il gol con la maglia dello Zumpano…), gli avesse proposto il ruolo di suo secondo al Cosenza. Brunello, così lo chiamano gli amici, sposò il progetto Rende nonostante le incertezze che caratterizzarono l’inizio della stagione. Ricordate? Con l’amministrazione comunale rapporti tesissimi legati alla gestione commissariale e poi risolti, in parte, con l’elezione del nuovo sindaco. A un certo punto il ritiro dal campionato di serie D sembrava potesse materializzarsi da un momento all’altro. E invece a 6 giornate dalla conclusione da una salvezza da raggiungere il prima possibile, senza le sofferenze della stagione precedente ecco il Rende indiscusso protagonista della serie D. Il traguardo è vicino, molto vicino: crocevia sarà lo scontro diretto di Agropoli fra tre partite. Intanto giovedì si torna in campo a Marcianise. Dopo la sosta il derby al Lorenzon con il Montalto, subito dopo il big match contro la formazione di Pino Rigoli; quindi la Leonfortese davanti al proprio pubblico, poi la visita al Due Torri e chiusura con la corazzata Akragas al Lorenzon. “Ce la giocheremo, come abbiamo sempre fatto. Sarà un finale di stagione intrigante, dove potrà succedere di tutto. Ma avete visto i risulti delle ultime giornate? L’Hinterreggio che ferma prima noi, poi l’Agropoli; il Torrecuso che pareggia con il Montalto e perde in casa con il Due Torri. Ci vorrà massima attenzione, perché sul più bello non abbiamo nessuna intenzione di mollare”. Anche perché il martello Trocini non si ferma mai.