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Calcio, Messina-Cosenza: uno 0-0 che fa felici i Lupi

di Valter Leone – Sesto risultato utile consecutivo e il Cosenza mette quasi in ghiaccio la salvezza. Per il Messina un pareggio che ha il sapore di chi è disperato e si aggrappa alla foglia di un albero per arrivare al traguardo della permanenza in Lega Pro. I rossoblu però si mangiano le mani per le due ghiotte occasioni fallite da Calderini: la prima su rigore, l’altra in contropiede tutto solo davanti a Berardi. Una squadra che non rischia nulla, pronta a colpire in contropiede grazie anche a un Messina che non punge mai. Complessivamente una brutta partita, non certamente uno spot per il calcio. Evidentemente i segnali di guerra lanciati da Corona alla vigilia, altro non erano che parole buttate lì per tenere buoni i tifosi giallorossi.
Roselli opta per lo stesso undici che ha battuto il Lecce: unica novità Cesca al posto dello squalificato De Angelis. Non disponibile anche Cori il quale sconta il sesto e ultimo turno di stop inflitto dal giudice sportivo mentre in infermeria i soliti Magli, Sperotto e Serpieri. Sull’altra sponda Di Costanzo propone bel quattro novità rispetto a Foggia: il rilancio di Benvenga, oltre a Silvestri, Ciciretti e Cane nell’undici iniziale. Di fronte due squadre con sentimenti opposti: la disperazione del Messina, la serenità del Cosenza. E dopo appena tre minuti la partita potrebbe già delineare scenari drammatici per i siciliani e di gioia infinita per i silani: Pepe mette giù Criaco, rigore che Calderini si fa parare da Berardi. Su un capovolgimenti di fronte (12′) protesta Orlando per un fallo in area di Carrieri. Cresce il Messina con Damonte che anticipa Arrigoni ma sparacchia in curva. Una girata debole di Ciciretti, un gol annullato a Corona per fuorigioco e un’altra conclusione sbilenca di Ciciretti conferma il momento positivo dei giallorossi. Ma il Cosenza, ancora una volta con Calderini servito da Cesca, si divora il vantaggio con una ripartenza al veleno e conclusione di poco a lato alla destra di Berardi. Poi è ancora Messina con Orlando (31′) che chiama Ravaglia a una uscita determinante, una girata di Corona deviata in angolo, un cross di Cane dalla destra con un colpo di tacco di Orlando di poco a lato e un tiro-cross di Benvenga (43′) che il portiere rossoblu smanaccia oltre la linea di fondo togliendolo dall’incrocio dei pali.
E nel secondo tempo? Poca roba. Una girata di Orlando dopo trenta secondi e un colpo di testa di Damonte su angolo di Ciciretti al 4′ lasciano intravedere un Messina più propenso a impensierire la difesa silana ma invece è soltanto illusione. Poco dopo il quarto d’ora una debole conclusione di Statella dal limite e una sventola di Cesca che sfiora l’incrocio, giusto per fare vedere che il Cosenza c’è. Per l’appunto successivo bisogna aspettare il 43′: un colpo di testa di Damonte per tastare quanto fosse attento Ravaglia. Un punto che presumibilmente al Messina serve a poco, nonostante le ulteriori penalizzazioni in arrivo per altre squadre, ma che fa felice il Cosenza sempre più vicino alla salvezza.

TABELLINO
MESSINA 0
COSENZA 0
MESSINA (4-4-2) Berardi; Altobello, Pepe, Silvestri, Benvenga (dal 46′ s. t. Rullo); Cane (dal 25′ s. t. Mancini), Damonte, Nigro, Ciciretti (dal 39′ s. t. De Paula); Orlando, Corona. In panchina: Scardino, Donnarumma, Bortoli, Bonanno. Allenatore: Di Costanzo
COSENZA (4-4-2) Ravaglia; Corsi, Tedeschi, Carrieri, Ciancio; Criaco, Arrigoni, Caccetta, Statella (dal 20′ s. t. Tortolano); Calderini (dal 41′ s. t. Zanini), Cesca. In panchina: Saracco, Blondett, Fornito, Chidichimo, Novello. Allenatore: Roselli
ARBITRO Illuzzi di Molfetta
NOTE: spettatori circa 2000. Ammoniti Nigro, Statella, Corona, Benvenga. Angoli: 7-3 (3-3 p. t.). Recupero : 0′ p. t.; 5′ s. t.