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Calcio – Cosenza, il San Vito porta tanti punti ma pochi spettatori

di Valter Leone – Dei 36 punti che a oggi garantirebbero la salvezza, ben 28 sono arrivati dalle 16 partite giocate in casa. Saranno anche asettici e indigesti ma i numeri dicono che la salvezza il Cosenza se la sta costruendo al San Vito. Con Roselli, però. Mettiamo un po’ d’ordine: durante la gestione Cappellacci i Lupi davanti al proprio pubblico non sono mai riusciti a sbranare nessuno. Soltanto la miseria di 3 pareggi e 2 sconfitte, un ruolino di marcia che contribuì all’esonero dell’allenatore. La svolta con l’arrivo di Giorgio Roselli, il quale, a tutt’oggi, dopo 11 partite in casa non ha mi perso riuscendo a imporre la legge del San Vito. Il tecnico umbro ha messo insieme 25 punti, frutto di 7 vittorie e 4 pareggi: tanto, più di due terzi del totale dei punti. Nelle 8 partite che mancano alla fine del campionato, i rossoblu giocheranno soltanto 3 volte davanti al proprio pubblico. Certo, con un totale di 24 punti ancora a disposizione i giochi restano aperti però il vantaggio accumulato (+10 sul Savoia, di scena al San Vito fra tre partite dopo la doppia trasferta di Messina e Lamezia) lascia decisamente spazio all’ottimismo. Anche se Roselli continua a predicare massima concentrazione perché i rischi sono sempre dietro l’angolo, per cui nessun calco di tensione. Diciamo che il più è fatto, soprattutto se si pensa che dopo le prime undici giornate il Cosenza era penultimo con 7 punti e un misero +2 sull’Aversa Normanna che chiudeva la classifica.

Allo straordinario percorso casalingo che il Cosenza ha tracciato sul campo, non è stata corrisposta un’adeguata presenza di pubblico. Probabilmente complice un campionato che ha visto i rossoblu sempre nella parte bassa della classifica. Numeri che evidentemente non rientrano per nulla nelle previsioni della vigilia stilate dal presidente Guarascio, il quale si aspettava molto di più. Il dato statistico parla di un totale di 36.474 spettatori in 16 partite giocate al San Vito per una media di 2.280 presenze a partita. A fare la differenza, verso l’alto ovviamente, sono gli 8.614 paganti nel derby con il Catanzaro alla sesta giornata nel girone d’andata. Ad abbassare la media, invece, i 1.097 spettatori nella sfida con la Casertana alla quinta giornata del girone di ritorno. Soltanto con Foggia (3.500), Reggina (2.748), Salernitana (2.721) e Lecce (2.216), a parte la già citata partita con il Catanzaro, si sono superate le duemila presenze. Certo, visti i risultati delle ultime settimane e soprattutto i tre successi consecutivi in casa con Reggina, Matera e Lecce d’obbligo chiedersi chissà che tipo di campionato avrebbe potuto fare il Cosenza se le presenze fossero state diverse. Ma questo è un altro discorso, sul quale dovrebbe cominciare a interrogarsi, seriamente, il presidente Guarascio. Soprattutto se anche per la prossima stagione deciderà di rimanere al timone del club.