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Roselli: Mi piace costruire per il futuro. Il Cosenza può tornare a certi livelli

di Valter Leone – Un altro tassello verso quel percorso che porta alla salvezza. Giorgio Roselli la sta costruendo soprattutto al San Vito, uno stadio diventato subito suo: non ha mai perso da quando ha preso in mano il Cosenza. E cominciò proprio contro il Lecce. Oggi contro i salentini ha portato a casa l’undicesimo risultato positivo davanti al proprio pubblico: 7 vittorie e 4 pareggi. Numeri eccezionali per l’allenatore: quinto risultato utile consecutivi nel corso dei quali ha raccolto 11 punti frutto di 3 vittorie in casa e 2 pareggi in trasferta. Ma c’è di più: soltanto un gol subito. E se poi si vuole esagerare, allora è giusto snocciolare un altro dato niente male: contro Matera, Juve Stabia e Lecce, tutte squadra di alta classifica e che si stanno giocando un posto nei play offo, si è portato a casa 7 punti. Tanta roba, si direbbe negli ambienti del calcio moderno. “Se ci credevo? Sinceramente – dice con il sorriso sulle labbra Roselli – erano stati i ragazzi che lo avevano previsto. E gli dico grazie. Sono molto contento perché siamo in pochi, stanno giocando sempre gli stessi per via degli infortuni e stiamo facendo bene”. Parla tutto d’un fiato l’allenatore dei Lupi, perchè, per l’ennesima volta, ci tiene a rimarcare un aspetto al quale è stato dato poco valore in virtù dei risultati negativi. “Ormai è da tempo che ci esprimiamo su buoni livelli. Guardate – ricostruisce il periodo Roselli – che a Catanzaro abbiamo fatto una buona partita. Purtroppo si è perso. Così come abbiamo fatto vedere un’ora di grande calcio a Foggia ma alla fine abbiamo preso quattro pappine. Così come abbiamo giocato bene anche con Salernitana e Casertana Oggi – sottolinea l’allenatore del Cosenza – la differenza la stanno facendo anche i risultati”. Non possono mancare, ancora un volta, gli elogi al gruppo. “Dopo la parentesi del mercato, lo spogliatoio si è ricompattato e i benefici sono sotto gli occhi di tutti. Poi, soprattutto in queste ultime, i ragazzi stanno dando molto di più del 100% vista l’emergenza con la quale stiamo convivendo. Come ho fatto a cambiare volto a questa squadra? Mi è già capitato altre volte in carriera, qui non mi aspettavo di impiegare così tanto tempo. Però un motivo c’è. Intanto – ricorda Roselli – non bisogna dimenticare la posizione di classifica in cui ci trovavamo appena sono arrivato. Di conseguenza quella del Cosenza era una situazione un po’ particolare, se vogliamo divisa in due fasi. La prima era quella di fare punti subito per allontanarci dalla parte bassa. Poi costruire qualcosa, che è quello che stiamo cercando di fare in questo ultimo periodo”.
Già, costruire. Dunque: futuro. La parola rinnovo non è più un tabù per Roselli e il Cosenza vista l’andatura di queste ultime settimane. “Rinnovo? Ma come, fino a poco più di un mese fa dovevo essere esnerato!”, ricorda con un pizzico di orgoglio il tecnico umbro. “Ho sempre ripetuto alcuni concetti da quando sono arrivato al Cosenza: prima la salvezza, subito dopo pensare a costruire qualcosa per il futuro. Io lo ripeto sempre ai miei calciatori: pensate a fare bene, più bene fate più chance di rimare al Cosenza avrete. Il mio obiettivo? È chiaro che Cosenza rappresenta una piazza importante, dove si è fatto un calcio importante a certi livelli. Poi c’è un presidente che è una persona per bene. Io credo che ci siano le condizioni per tornare a fare bene, nel senso che il Cosenza può tornare nei campionati che più gli competono. Ma questo non significa che io abbia già rinnovato…”. Messaggi d’amore, comunque, quelli di Roselli. Domanda secca: ma è vero che se chiude il campionato al decimo posto il rinnovo è automatico? Risposta secca: “No”. Intanto la salvezza dei Lupi è sempre più vicina. E rivedere Roselli sulla panchina non è più utopia.

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