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Calcio – Cosenza, la gioia di Calderini: “Giocare e segnare è stato il massimo”

di Valter Leone – Quella voglia matta di riprendersi il Cosenza. Detto, fatto. Elio Calderini impiega poco più di cinque minuti per riannodare i fili di un discorso lasciato in sospeso un bel po’ di tempo addietro. Firma il gol del vantaggio che spiana la strada verso la vittoria, pesantissima, del Lupi contro il lanciatissimo Matera. Mettiamo un po’ d’ordine: l’ultima partita da titolare era datata 24 gennaio, al San Vito con il Barletta. A seguire cinque esclusioni consecutive, figlie soprattutto di un malessere legato a una trattativa di mercato che aveva portato Calderini, di fatto, a indossare la maglia del Lecce. E ritorno migliore non ci poteva essere con addosso la maglia che più gli piace indossare: quella rossoblu con il numero 10 sulle spalle. Tra l’altro, ritorno con gol: il settimo di questo campionato. Anche quello datato, e sempre dal dischetto proprio com’è successo sabato: Elio aveva trasformato il calcio di rigore del momentaneo vantaggio rossoblu a Martina Franca lo scorso 6 dicembre. Sono trascorsi 91 giorni, poco più di tre mese prima che tornasse a esultare. E stavolta lo ha fatto davanti alla sua gente, ai suoi tifosi. Quel popolo rossoblu che si è innamorato da subito del suo talento, del suo genio, della sua sregolatezza. Un amore contraccambiato.

Ed è un Calderini diverso, probabilmente anche più maturo. Intanto tatticamente: si è perfettamente calato nei panni del calciatore che si mette completamente a servizio della squadra. Più disciplinato. Perché in un momento così difficile, di emergenza, considerate tutte le assenze per infortunio, il Cosenza non ha soltanto bisogno dei suoi gol, del suo talento ma anche e soprattutto del suo sacrificio. E non è un caso che nel dopo partita, una delle prime cose sottolineate dall’allenatore Roselli sia stata proprio la prestazione del numero 10: “Per la prima volta in quattro mesi l’ho visto rincorrere un avversario”. Che non è poco, in un momento in cui il campionato entra nella sua fase decisiva; quando per vincere le partite c’è bisogno prevalentemente di quella propensione al sacrificio capace di garantire equilibri tattici indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo. E il successo sul Matera è proprio figlia di quel sacrificio tattico al quale si sono sottoposti tutti i calciatori utilizzati sabato. E Calderini non si è sottratto, contro una squadra che si annunciava come un ostacolo non facile da superare, in corsa per un posto nei play off e reduce da tre successi consecutivi. Il più bel Cosenza della stagione, grazie alla propensione al sacrificio di tutta la squadra.
Calderini non nasconde tutta la sua gioia. “Di più non potevo chiedere: sono molto contento. Giocare e segnare è il massimo. Se giocherò a Castellammare? Questo non lo so: sono decisioni che spettano all’allenatore, io sono a disposizione, a servizio della squadra. Siamo un bel gruppo e tutti insieme abbiamo un chiodo fisso: raggiungere la salvezza il prima possibile. Il gol? Volevo provare lo scavino ma con Bifulco siamo amici, per cui ho evitato…”. Nei pensieri di Elio ci sono altri obiettivi, oltre alla salvezza, che al momento preferisce tenersi dentro: chiudere il campionato a doppia cifra in fatto di gol, vincere la Coppa Italia e legarsi a vita con il Cosenza.