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Viola, Branca: “Nel momento più difficile la Viola chiama la sua gente. Il bello inizia adesso”

All’indomani del passo falso interno contro Recanati, interviene il massimo dirigente della società neroarancio. Di seguito la dichiarazione del presidente, Giusva Branca. “Quando si mette in piedi un progetto, ambizioso come quello della “Viola nuovo corso”, le varianti possono essere molteplici ma alcuni paletti devono essere rispettati in maniera ferma. Io, assieme alla proprietà, al ds e al coach ne individuammo alcuni. Io ne aggiungo personalmente un altro, quello relativo ad un nuovo modo, continuo, di comunicare con i tifosi. Non per convincerli di nulla, poi sono il campo, la stagione a parlare, ma solo per farli continuamente sentire partecipi delle varie situazioni, delle scelte, anche degli stati d’animo che viviamo giorno per giorno. Io alla mia gente intendo parlare di continuo e non esiterò a farlo, soprattutto nei momenti delicati.

E allora mi pare opportuno fare il punto della situazione, a 360 gradi, e mi pare opportuno farlo ora, metterci la faccia nel momento più delicato della stagione. Partiamo, come si fa nelle famiglie serie, da obiettivi che ci si è dati, da tempi, risorse disponibili e, soprattutto, da passi necessariamente un po’ più corti della gamba. Era appena iniziato giugno e, appena insediato, snocciolai una serie di obiettivi apparentemente impossibili da realizzare e oggi tutti positivamente alle spalle (penso alla riapertura del Pentimele, al riaccendere l’entusiasmo in città e riportare la gente al palazzo, alla nostra presenza ai tavoli decisionali della Lega, ma penso anche alle straordinarie prove di crescita e sfrontatezza della nostra squadra under 19). Addirittura oltre tali livelli di positività è la valutazione relativa alla prima squadra. Una squadra che, costruita per scelta con un budget limitatissimo (in virtù della stagione di rinascita che stavamo approntando, anche sul piano organizzativo, e dell’imminente campionato unico di A2) aveva come obiettivo dichiarato quello di migliorare la salvezza stentata della scorsa stagione e quello di fare appassionare, per le sue caratteristiche morali e di impegno, la gente ai colori neroarancio. Per questo fu scelto un coach identitario dalle caratteristiche di Benedetto: lo dissi e lo ripeto, quanto di meglio esista in circolazione; non quanto di meglio potevamo permetterci, ma quanto di meglio in assoluto.
Mi pare che anche rispetto a tali obiettivi possiamo dichiararci più che soddisfatti. Ora la squadra vive il momento più difficile dall’inizio della stagione. Le contingenze hanno messo sullo stesso tavolo contemporaneamente una normale flessione del team, un calendario oggettivamente improbo, l’infortunio dell’americano che incide di più in tutto il torneo e anche gli impegni ravvicinatissimi. Questo è il momento in cui, prima del difficilissimo impegno di Treviglio e dopo, col doppio turno casalingo, la gente dovrà dimostrare la sua vicinanza alla squadra stessa, quella stessa squadra per le imprese della quale la città intera si è esaltata, e che ora è in difficoltà Siamo abbondantemente in linea con gli obiettivi di inizio stagione, lo ripeto, ma sono sufficientemente esperto e aduso a critiche e spinte emotive dei tifosi per comprendere che talvolta gli obiettivi stessi possono mutare. Stare nelle zone altissime della classifica dopo 18 turni ci piace, ci esalta e ci elettrizza. Per provare a starci è necessario attendere il recupero di Rush e dare il tempo al gruppo di rifiatare. Un gruppo al quale la società, ove si creassero le condizioni per evitare salti nel buio, non esiterà ad offrire rinforzi. Guardare contemporaneamente il contingente e la prospettiva è la cosa più complicata, anche se la proprietà ha ben chiara la richiesta che in tal senso proviene dai tifosi. Il tifoso ha il diritto di essere umorale, istintivo.
La società ha il dovere di essere lucida, ma se capita la lucida follia noi ci siamo! Il gioco si fa duro e il bello comincia adesso…”.