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Viola, Branca: “Reggio emblema del basket che sorride. Ora regole chiare e applicazione certa”

Si diffonde la seguente dichiarazione del Presidente della Viola basket e componente del Consiglio esecutivo della Lega Nazionale Pallacanestro, Giusva Branca. “Il nuovo record di pubblico per la A2 fatto registrare a Reggio Calabria e le parole di un coach di grandissimo spessore umano, esperto e sensibile alle tematiche non strettamente tecniche come Stefano Pillastrini, devono suscitare una riflessione positiva che riguardi l’intero movimento del basket gestito dalla LNP. Reggio che si posiziona stabilmente sui 4-5000 spettatori non è un’isola felice. Piazze come Treviso, Torino, Verona, Trapani, Napoli, Trieste, Mantova, Brescia, Biella, Jesi, Casale, Ferrara, Imola e molte altre ancora hanno humus e carte in regola per sfidare il primato di Reggio Calabria in una competizione straordinariamente caratterizzata da positività o, comunque, per sostenere con entusiasmo e supportati dalla significativa storia di ogni singolo club il movimento. Il basket, almeno quello della LNP, non è in crisi, almeno non di più che altri aspetti del Paese; chi afferma il contrario strumentalizza aspetti – territorialmente ben individuati – di grave deficit, economico ed organizzativo comunque esistenti, da non sottovalutare e sui quali intervenire, ma comunque, nella loro gravità, singolarmente riconoscibili e non frutto di crisi di sistema. Il basket conosce al suo interno piazze che sono in difficoltà, così come registra la presenza di molte altre che con sacrifici ed organizzazione stanno in piedi e programmano un futuro certo difficile ma ambizioso. E sotto la A2 esistono circa 200 società, tra B e C che, attraverso indicibili sacrifici personali, ogni giorno rinverdiscono la passione con impegno e, soprattutto, gioia. Eppure stanno lì! Ecco, i sorrisi sono e devono essere sempre di più il marchio di fabbrica della nostra pallacanestro; le iniziative benefiche, gli orsacchiotti in campo, il meraviglioso e diffusissimo abbraccio finale delle squadre al pubblico su quasi tutti i campi rappresentano un patrimonio di straordinario spessore; un patrimonio che va difeso e diffuso, con ogni mezzo. L’immagine della conclusione di Viola-Treviso (una gara attesissima a Reggio per ragioni di rivalità storica e terminata con la netta e meritata affermazione degli ospiti) a palla ancora viva, con i giocatori che si abbracciavano in campo e gli oltre 5000 del Palacalafiore in piedi ad applaudire lo spettacolo – anche se in realtà lo spettacolo straordinario lo ha dato proprio il pubblico – è il miglior premio per chi crede ogni giorno nella crescita del movimento e per chi, come il sottoscritto, è convinto che dalle singole piazze debba arrivare la spinta per far crescere il movimento stesso, che poi, a sua volta, restituirà questa spinta alle piazze medesime. E allora un movimento che sorride, che cresce e che ambisce a crescere sempre di più ha solo un dovere: proteggere le sue parti sane e isolare quelle marce, dotandosi di strumenti certi ed efficaci per evitare il contagio e ridurre, in futuro, al minimo fisiologico il ripetersi di situazioni insostenibili. Ma l’analisi di queste dovrà essere tanto severa quanto circoscritta alle situazioni medesime, senza intaccare il lavoro e l’entusiasmo della stragrande maggioranza delle società e, soprattutto, la fiducia di quelle aziende che pian piano stanno riavvicinandosi alla pallacanestro nazionale. Perché, così come fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, allo stesso modo, fa più rumore una piazza che piange rispetto a venti che sorridono!”.