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Treviso supera la Viola sul parquet, ma Reggio stravince ancora

Almeno nello sport  Reggio vince spesso e volentieri, anche se il risultato del campo non ha premiato i colori della città dello Stretto.

5027 tifosi a Pentimele, un Pala Calafiore che impazzisce per il neroarancio. Un vessillo chiamato a restituire identità ad un intero popolo.

Numeri da capogiro per uno sport che non è il calcio. Numeri da capogiro per una categoria che non è la Serie A1. Numeri da capogiro per un Viola-Treviso (qui l’approfondimento sulla partita) che non è quello di un tempo e dove dall’altra parte il Williams in campo non  è colui che fu compagno di squadra Bonora e Pittis.

Numeri fenomenali.    E poco importa che la Benetton non abbia più la maglia verde, dato che anche le proporzioni economiche nei budget sono rimaste forse le stesse dell’epoca.

Lo si capisce da quanto lunga sia la panchina di coach Pillastrini e quanto maledettamente breve sia quella di Gianni Benedetto, beffato dal non poter contare su Rush.

Due sconfitte consecutive che riportano la Viola sulla terra dopo aver assaggiato il primato.   La vetta adesso non è poi così lontana.

Sono solo due i punti di distanza e per una squadra che ha già dimostrato di saper buttare il cuore oltre l’ostacolo sognare non è vietato.

“Auguri  As Reggina 1914” lo striscione esposto dalla Curva Massimo Rappoccio, segno che almeno nello sport la città è unita ed ha sete di successo, soprattutto nell’unico ambito che spesso è stato fonte di riscatto sociale.

Era la partita più importante dell’anno e Reggio ha vinto.  Il risultato del parquet, oggi,  è un dato accessorio.