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Basket, la Viola si pone l’obiettivo: “5000 persone a Pentimele contro la Benetton”

E’ bastato tornare in modalità “on” al PalaCalafiore. I circuiti di una piazza pazza per il basket si sono riattivati subito: il vecchio gioiello è tornato a funzionare immediatamente, come se non si fosse mai fermato. “Fiat lux” dentro il palazzetto dello sport di Pentimele, teatro di grandi momenti e di pezzi di storia dello sport italiano, e la luce si è riaccesa. Istantaneamente. Come per magia. Quella magia che in due-giornate-due ha portato 6mila persone nell’impianto restituito alla Viola dopo 33 mesi di chiusura, grazie soprattutto alla battaglia del presidente Branca che ha alternato carota e bastone, diplomazia e pugni battuti sul tavolo, rapporti virtuosi con il neosindaco, attentissimo, Giuseppe Falcomatà e pesanti sferzate a un sistema burocratico troppo a lungo immobile e ingessato. Ed eccola lì, la Viola, assetata di nuove vittorie in campo e sugli spalti. Di parquet non si parla: la scaramanzia è tanta, il diesse Condello si schermisce, il presidente Branca fa l’indifferente, coach Benedetto guarda sempre il bicchiere mezzo vuoto: è il suo stile. Ma la Vittoria, quella con la V maiuscola, è in tribuna. Un palazzetto morto restituito alla vita, simbolo di una rinascita non solo agonistica, non solo sportiva,ma anche e innanzitutto sociale. Il PalaCalafiore è tornato a essere moda, movida, happening e luogo di struscio. Cuore pulsante di una Reggio che ha ritrovato nel tempio del basket il suo salotto autentico e per nulla snob. Il basket reggino torna a fiorire, una città intorpidita si scuote col ruggito dei 3.500 che hanno assistito a Viola-Latina, in una festa che ha portato mille bambini a giocare in un luogo in cui lo sport è festa e gioia, armonia e condivisione, un fantastico terzo tempo che neanche negli spot del Mulino Bianco. Avanti così, verso un nuovo obiettivo: quota cinquemila, tonda tonda. Da raggiungere in una partita a caso: quella con Treviso. Rivalità storica e oggi sfida che ritorna tra Nord e Sud, ma anche tra grandi pubblici da sempre sportivamente opposti. Reggio è tornata. Con l’ambizione di diventare nuovamente la capitale della palla a spicchi alle latitudini più calde del Paese. Coach Benedetto si sbraccia e chiede di più. Dove arriverà questa Viola? “E chi lo sa”. Ma intanto un traguardo è già stato tagliato: riconsegnare alla Lega una piazza imprescindibile e un patrimonio irrinunciabile. Era un tesoro seppellito. Adesso è tornato alla luce. E brilla. Tanto.