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Equitazione, i talenti calabresi raccontano la propria passione dopo i successi di Verona

Sono tutti giovani e promettenti le amazzoni e i cavalieri che dal 6 al 9 novembre hanno calcato i campi di gara veronesi in sella ai propri cavalli. Per alcuni quella dell’equitazione è una passione nata fin da piccolissimi, per altri da qualche anno.

«La passione per i cavalli» racconta il 17enne Samuele Saffioti. «mi è nata perché un mio compagno di classe delle elementari mi portò al maneggio e da lì mi sono innamorato, ma era ancora un hobby. Ho iniziato seriamente tre anni fa, nel 2011. Per me è la prima volta qui a Verona, ed è stata una grande emozione per me dove gareggiano anche i grandi».

La più piccola è Giulia Colosimo, 14 anni appena. «Ho iniziato a cavalcare a 10 anni, seguendo le tradizioni familiari» racconta. Dopo una medaglia d’argento vinta alle ultime gare, non nasconde la delusione per l’eliminazione subita in questa. «Ci sono rimasta male, ma capita». Il suo sogno nel cassetto? Diventare una campionessa olimpionica.

«Io sono la più grande del gruppo ed è l’ultimo anno che posso partecipare in questa classe » racconta Michela Bonfiglio. 21 anni, studia giurisprudenza e sogna la toga da magistrato. Anche la sua una passione equina infantile. «Ho iniziato a sei anni; il mio animale preferito da piccola era il cavallo, così mia mamma mi ha portato al maneggio e da là in poi non ho più smesso di fare equitazione». Anche per lei il rammarico del podio non manca. «Abbiamo lavorato tanto e la nostra era una squadra forte, ma può capitare di tutto in questo sport».

«Anch’io ho iniziato a montare da piccola» racconta Giulia Antonia Tropea. «All’inizio montavo i pony, poi a nove anni ho iniziato col salto a ostacoli». La cosa più bella di gareggiare? «Metterti a confronto con ragazzi della tua età e vedere i tuoi difetti o ciò che potresti migliorare», risponde mentre sogna di fare dell’equitazione un lavoro.

«Monto a cavallo da sempre, i miei istruttori sono i miei genitori, per cui ho iniziato tanti anni fa, con i pony» racconta il 12enne Giorgio Bilotta. Per lui Verona non è una tappa nuova. «Anche l’anno scorso avevo partecipato nella Classe Pony». Come diffondere la passione per l’equitazione? Non ha dubbi. «Bisognerebbe pubblicizzare un po’ di più questo sport e la sua bellezza, anche attraverso i pony games che piacciono tanto ai più piccoli».