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CSI, Cicciù: “Urge una nuova cultura sportiva. Per i dirigenti servono contenuti”

“Per Non Morire di Sport”, primo appuntamento organizzato e promosso dal Centro Sportivo Italiano di concerto con “La Feluca” ha ottenuto un grande successo: oltre 40 tra dirigenti, arbitri ed atleti hanno preso parte all’incontro, gratuito ed aperto a tutti, che ha sintetizzato i postulati in materia di cardioprotezione e primo pronto soccorso in ambito sportivo. Uno step, quello dell’incontro di ieri al Pianeta Viola, che è l’inizio di un progetto annuale “Lo Sport che fa Bene” che prevede corsi di BLSD, corsi di primo pronto soccorso (con relativa iscrizione all’elenco 118), una campagna di sensibilizzazione sul Diabete e la creazione di un network socio-sanitario tra le società sportive, gli impianti e i dirigenti che intendono formarsi al servizio delle proprie associazioni e dell’intero territorio su cui esse ricadono. Ci riferiamo alla definizione delle “Aree cardioprotette”, attraverso l’attivazione capillare dei Punti Blu CSI, locali dotati di defibrillatore e di personale altamente professionalizzato al suo utilizzo, grazie ad un corso iniziale ed a continui re-training sull’argomento. Grande attenzione dei presenti, che non hanno lesinato domande e curiosità ai relatori. Ha presentato l’evento, nonché ha formulato la proposta progettuale, il presidente del CSI Reggio Calabria, Paolo Ciccù. Si sono susseguiti gli interventi di Fabiio Foti, Roberto Gatto ed Antonio Siclari, del team de “La Feluca”.  « Anzitutto – esordisce Paolo Cicciù – vorrei sottolineare come lo Sport reggino se sensibilizzato su temi centrali risponde sempre positivamente: poi, quando questo avviene in modo sistematico, si ottengono grandi risultati dal punto di vista del coinvolgimento culturale delle persone. Parlare di Sport e Salute fuori dalla retorica, ma con la concretezza che è un’emergenza che va affrontata con gli strumenti adatti, senza improvvisarsi credo sia fondamentale. Come CSI non vogliamo portare avanti “attività spot”, a questo ci pensano già largamente altri; ma vogliamo incidere sul territorio con proposte serie, fatte con professionisti, come “La Feluca”, e che diano l’idea di un investimento sociale di ciascuno dei partecipanti sullo Sport e sul proprio territorio. Straordinario vivere questa serata al Pianeta Viola e di questo ringrazio sinceramente il Presidente Giusva Branca per la disponibilità, certo che la collaborazione con la massima espressione sportiva cittadina, assieme alla Reggina, sarà sempre più proficua ».

Tantissimi i dirigenti presenti che non si sono fatti intimorire dalla pioggia; preziosa la presenza anche di Tito Messineo, presidente regionale del CIP (Comitato Italiano Paraolimpico) e di Saverio Neri, presidente provinciale della Federazione Lotta. L’incontro ha visto, tra l’altro, la presenza di diversi tecnici federali e di società sportive agonistiche, assieme al mondo del CSI e di altri enti di promozione sportiva; molto importante anche l’attivismo degli arbitri del Comitato reggino del Centro Sportivo Italiano. « Bisogna parlare di cardioprotezione e primo pronto soccorso in ambito sportivo; non basta pescare nell’urna una società sportiva e “regalargli” un defibrillatore solo perché la legge ce lo impone. E questo così come vale per questo ambito, vale ancor di più quando parliamo di prevenzione attraverso lo Sport. Noi abbiamo deciso –chiosa Cicciù – di occuparci principalmente dei contenuti, prima ancora che dei contenitori. Lo faremo soprattutto sul settore giovanile, partendo dall’esperienza degli “Stati Generali” e grazie all’abnegazione dei nostri dirigenti, in particolar modo del referente dell’attività dei più piccoli, Giovanni Dascola »Il progetto “Uno Sport che fa bene” che è partito dall’esperienza del primo incontro di ieri coinvolgerà direttamente oltre 300 società e associazioni sportive, col chiaro obiettivo di instillare una nuova cultura della prevenzione ai 3.000 atleti CSI che a vario titolo faranno parte di questa esperienza.