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Kart, solo la sfortuna ferma Crucitti

 Il kartista reggino protagonista anche nel 2014, tradito dall’affidabilità del mezzo, ha visto svanire il titolo regionale all’ultima gara.

 

Tu chiamala se vuoi, sfortuna. Restare all’avanguardia velocistica per tante stagioni, fra rivali velocissimi ed impegni di lavoro aziendali, non è affatto facile. Francesco Crucitti, sta al karting in Calabria come papà Bruno stava alle auto da corsa. Passione tramandata per la competizione all’erede diretto quindi, solo spostata qualche cm più in basso. Due vittorie, due secondi posti, un terzo ed un quarto posto, sono lo score delle sei doppie manche della stagione. Velocità e pulizia di guida, sono state quelle di sempre: il suo imprinting personale, cementato da anni di gare anche a livello tricolore. Quello che è mancato però, è stato l’appuntamento con la Dea Bendata. Per quanto forte sia andato Francesco Crucitti, la fortuna lo ha preceduto senza voltarsi a guardarlo. Ritiri meccanici dalla casistica al limite del rarissimo, hanno condizionato in maniera decisiva il talento reggino nella rincorsa al titolo calabrese 2014. Solo all’ultima gara di Amato, il driver di Condera ha visto danneggiarsi irreparabilmente l’assale, come non succede praticamente mai. Senza dimenticare leve del cambio incredibilmente rotte e tanti piccoli grandi guai, che come tronchi d’albero immaginari, hanno sbarrato la strada e ricacciato in gola l’urlo di un kartista velocissimo ed esperto, che col preparatore Domenico Russo, stava riuscendo a confezionare l’ennesima stagione scintillante. Malgrado la sfiga a tonnellaggio, Crucitti si è dimostrato il campione di sempre giocandosi il titolo regionale sino all’ultimo round, con in più il grande merito di aver assimilato subito il nuovo telaio Formula K utilizzato a tre quarti di stagione, quando la maggior parte dei piloti avrebbe preferito non rischiare un cambiamento tanto influente sulle performance scommettendo tutto sul feeling già cementato col solito telaio. Un segno di personalità, riservato a pochissimi piloti: solo a quelli consapevoli del loro valore assoluto e della loro esperienza.