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Stati Generali dello Sport : lo psicologo Mauri con i “genitori a bordo campo”

Terzo incontro degli “Stati Generali dello Sport Giovanile”;  obiettivo: le famiglie. A scorgere i dati di un’inchiesta CONI, sotto la lente di ingrandimento si nota che questa generazione di genitori è la più sportiva di sempre. Ma come? Lo psicologo e autore del libro “Genitori a bordo campo”, Roberto Mauri si è confrontato con una buona platea all’Istituto San Vincenzo.

Dopo i saluti iniziali da parte della Preside, Daniela Andreoli, ha preso la parola Paolo Cicciù, presidente provinciale di Reggio Calabria del Centro Sportivo Italiano che in occasione dell’incontro con le famiglie ha lanciato una nuova iniziativa del CSI reggino. « Si tratta di un esperimento molto stimolante – spiega Cicciù – ossia vogliamo provare ad introdurre un sistema integrato sport-scuola con l’idea del primo campus college polisportivo in Provincia. Assieme al “San Vincenzo” ed i suoi studenti proveremo a far vivere loro l’ambiente scolastico anche come “palestra” per i propri sogni e le proprie aspettative ».

Roberto Mauri, milanese e coordinatore del team nazionale della formazione CSI, inizia subito con una fase dialettica diretta con le mamme ed i papà presenti, « lo sport – afferma – ci può far diventare genitori migliori»; giocare per credere. L’incontro scorre con brio e serietà da parte degli uditori che sono coinvolti da Mauri che ripercorre tutte le scene di “ordinaria follia” che spesso si vivono a bordo campo, dove la linea che delimita il “dentro” o “fuori” è spesso un limite invalicabile che mette, finalmente, al centro il bambino e le sue attitudini e non quelle dei genitori.

Mauri spiega come sono i genitori i primi a trasmettere la passione sportiva: l’80% dei figli di coppie in cui almeno uno dei due coniugi ha fatto sport, pratica attività motoria; la percentuale crolla al 40% se nessuno dei due genitori ha mai fatto sport. Un dato che amplifica una responsabilità: perché fare Sport fa bene alla famiglia? « In realtà le mamme, i papà, sono quelli che si arricchiscono di più! è attraverso lo sport che si impara ad accorgersi dei cambiamenti dei propri figli; si assimila un bagaglio educativo più ampio dal confronto con le esperienze degli altri genitori; si accetta l’autonomia e si ha maggiore fiducia nel figlio; si hanno maggiori occasioni di condivisione con loro »

 

Non sono mancati gli interventi tra gli uditori, al fine di agevolare una discussione dinamica. C’è chi si rivede nelle descrizioni dell’esperto, chi non ci aveva mai fatto caso. Chi comprende quanto è fondamentale fare il passaggio primordiale « dall’indice puntato alla mano tesa », come Roberto Mauri sintetizza con uno slogan l’idea di coinvolgimento e di coesione tra le diverse agenzie educative: sport, scuola e famiglia.

« Due anni fa – conclude Paolo Cicciù – abbiamo provato a fare un incontro simile; eravamo in sei compresi organizzatori e relatore. Oggi vedere che così tante famiglie hanno risposto favorevolmente al nostro invito vuol dire che siamo sulla direzione giusta e dobbiamo avere il coraggio, da dirigenti sportivi, di osare su una svolta culturale dello Sport, soprattutto in età giovanile ».