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Praticò: “Restituire la Reggina alla città; gli impianti sportivi, la mia battaglia”

di Michele Favano – Mille impegni, decine e decine di carte sul tavolo, una serie infinita di appunti, la corsa da una parte all’altra della Calabria. Vita da Presidente Regionale del Coni, la vita di Mimmo Praticò, instancabile dirigente sportivo al suo quinto mandato alla guida della massima espressione sportiva. Riusciamo ad inserirci, trovando tempo e spazio nella sua ricchissima agenda di appuntamenti, ne è venuta fuori una chiacchierata a trecentosessanta gradi, nella quale Mimmo Praticò argomenta con una loquacità che ci impressiona, un fiume in piena e tanta rabbia. Si parte.
Una fortuna ed un onore trovarsi alla presidenza regionale del Coni nell’anno delle 100 candeline della massima istituzione sportiva
E’ una occasione storica far parte della famiglia Coni nel suo centenario. A rendermi maggiormente orgoglioso l’opportunità di essere, in questo preciso momento, il presidente del Coni Calabria e l’aver prestato nel corso di questi anni, con indiscutibile spirito di puro volontariato, un servizio alle federazioni sportive, alle discipline associate, agli enti di promozione sportiva ed a tutti i dirigenti delle società ed associazioni sportive, con l’obiettivo unico di indirizzare i giovani verso la cultura sportiva che è sinonimo di valori pregnanti, oggi poco in uso ma che non hanno alternativa per percorrere la via della civiltà sociale e se mi è consentito di una educazione civica che potrebbe rappresentare la “via maestra” del vivere quotidiano di ognuno di noi.

Questo è il suo ultimo mandato, pensa di poter completare tutti i progetti avviati in questi anni?
Non ritengo di poter completare tutti i progetti avviati per diversi motivi. Senza voler dare primogenitura ad alcuno, non possiamo disconoscere in tutti questi anni il disinteresse delle istituzioni. Il mondo dello sport è stato spesso sottovalutato non spingendo sull’acceleratore nel richiedere i propri diritti che sono il frutto di un incessante impegno verso i giovani. Devo aggiungere a ciò una mentalità atavica, dal mio punto di vista, riscontrabile in quasi tutti i settori del modo di operare di ognuno di noi calabresi, abituati a lavorare in maniera autonoma ed individuale, senza pensare mai che creando uno spirito di gruppo, si riuscirebbe a formare una squadra di migliaia di persone che potrebbe “dettare legge” sul territorio. Purtroppo si vive di divisioni, futili, banali ed inconcludenti, che portano il mondo dello sport a pietire i propri diritti.

Qual’ è lo stato di salute dello sport in Calabria?
Possiamo dividerlo in due tronconi. Uno di discipline sportive che hanno una utenza piuttosto importante insieme a tantissime difficoltà, vedi carenza di impianti o impianti non a norma, che portano comunque avanti i loro campionati, altre che non avendo strutture dove praticare la loro attività, devono fare veri e propri miracoli per esistere.

A tale proposito, si è sempre battuto per la messa a norma delle strutture esistenti e la costruzione di nuove. Cosa ha ottenuto?
Dipende da che punto di vista si vuole vedere. Se partiamo da zero, direi soddisfatto, se si parte da una base più alta ritengo che ancora ci sia molto da fare. C’è molto da costruire, perché i comuni, piccoli o grandi che siano, non pensano di investire con una certa logica, ma spesso ci troviamo di fronte a realizzazione di impianti senza un criterio, abbandonati a se stessi, senza pensare ad una gestione che possa essere di utilità alle società ed alle associazioni sportive. A proposito di strutture, come Coni, la nostra idea è quella di creare una rete con le istituzioni per sfruttare tutte le opportunità, per un investimento serio e concreto a favore dello sport, con l’utilizzo dei fondi strutturali europei.

La Provincia sostiene che grazie al suo intervento il Campo Scuola Coni riaprirà…
Sono felice di apprendere dai giornali che la Provincia ha concretizzato un pensiero sul quale da mesi stavamo lavorando insieme. Ritengo, a questo punto, che nella peggiore delle ipotesi a fine agosto avrò la gioia ed il piacere di veder nuovamente correre i bambini, i giovani, gli anziani, coloro che lo fanno per professione, sul mitico Campo Scuola Coni.

Il Pentimele, invece? La Viola è sicura che il prossimo campionato verrà giocato al Palacalafiore
Anche in questo caso sono felice di apprendere, dopo ripetute prese di posizioni da parte del Coni Regionale, che la Viola giocherà il prossimo campionato al Palacalafiore. Personalmente, come ho sempre detto, ci crederò nel momento in cui due squadre calcheranno il parquet. Se son rose… fioriranno, il Coni ha l’obbligo di annaffiare continuamente il terreno.

Da tempo sostiene che la Reggina vada “riconsegnata alla città”, si vuole spiegare meglio?
I debiti sono ingenti ed evidentemente il frutto di una gestione non virtuosa. Capisco che l’alternativa alla ristrutturazione del debito sarebbe stata il fallimento, ma con un piano di ammortamento fatto di lacrime e sangue, non so che futuro possa avere la Reggina. Anche perché per salvare il salvabile, si è disperso in pochissimi giorni il patrimonio tecnico-economico con una serie interminabile di rescissioni. Il titolo della Reggina è un patrimonio della città e dei tifosi e come tale va tutelato e in caso restituito alla collettività. Parlo da dirigente ma soprattutto da tifoso amareggiato e quasi incredulo.