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La presentazione del documentario sulla Viola al centro sportivo neroarancio

di Michele Favano – La storia della Viola raccontata attraverso un lungometraggio,  con le testimonianze dei protagonisti e prendendo come riferimento il libro scritto qualche anno addietro dal giornalista, oggi presidente della società, Giusva Branca “Che anni quegli anni”. Introdotto da Gianpaolo Latella dell’agenzia Labecom, il primo intervento proprio quello del massimo dirigente nero arancio.
“Io credo molto ai cerchi curiosi della vita, alle coincidenze che poi coincidenze non sono; qualcuno diceva che chi fa la storia non ha tempo per scriverla e c’è bisogno che qualcuno se ne occupi. Io ho fatto questo. “Che anni quegli anni” è il primo libro che racconta la storia della Viola. La Viola era ed è tuttora un qualcosa di più significativo di una semplice squadra. Facemmo una tiratura molto limitata, non oltre trecento copie, presentato, senza nulla a pretendere, o forse si. Un incontro casuale con Enrico Ventrice che viene a conoscenza di questo libro e poi l’idea, con il cerchio che si chiude nel 2014, anno in cui il sottoscritto diventa presidente di questa società. Una produzione cinematografica dedicata ad una squadra italiana di basket è un qualcosa di storico e senza precedenti. Essere presente all’inizio delle riprese, mi ha riempito di gioia ed emozione.”
La parola passa al regista, Enrico Ventrice. “Ho incontrato Giusva per la prima volta a Reggio Calabria nel 2013. In quel bar, per una coincidenza incredibile, arrivava nello stesso momento il Giudice Viola. Ed a proposito di coincidenze, fu Michele Geria, Direttore di Film Commission, qualche mese prima, a mettermi a conoscenza della pubblicazione di un libro sulla Viola, scritto proprio da Giusva Branca. Uno sviluppo di situazioni che mi ha dato l’imput per dare il via a questa iniziativa con uno spirito positivo. Parlare di sport è una cosa che ho fatto diverse volte, ma in questa storia c’è qualcosa di più profondo. “Qui non si muore mai” è la frase che mi ha colpito di più, pronunciata da una bandiera della Viola come Sandro Santoro, diventata il motivo dominante del nostro lungometraggio. Vogliamo arrivare a tutti, non circoscrivere il documentario solo all’ambito locale. Vivo a Roma, ma amo raccontare al mondo intero le vicende che riguardano la regione in cui sono nato. C’è la coproduzione di Rai Cinema e questo spero ci dia la possibilità di aprire strade nuove. “
Prima della conclusione, un passaggio anche per il coproduttore Francesco Frangipane. “Quanto Enrico mi ha proposto di lavorare con lui in questa realizzazione, avevamo in mano “solo” il libro scritto da Giusva Branca. La forza di questo progetto è quello di non pensare solo a soddisfare i tifosi della Viola, ma da calabresi rivendicare le realtà significative del nostro territorio e farle conoscere a livello internazionale.”