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Kayak, la Calabria che rema e non si ferma

Ancora una volta, sabato mattina, le acque del golfo di Squillace sono state solcate dal gruppo di appassionati canoisti del Kalabrian Kayak Scolacium, un sodalizio che ha stabilito da poco il suo quartier generale nei pressi del porto di Catanzaro.

A colpi di pagaia, macinando chilometri, anzi, miglia marine una dietro l’altra, hanno dedicato come di consueto la loro escursione alle eccellenze della nostra costa. Ma stavolta, oltre che verso gli angoli più belli del tratto che ha il proprio baricentro nel quartiere marinaro del capoluogo, hanno fatto tappa presso il villaggio Guglielmo di Copanello, da decenni simbolo di un altro tipo di eccellenza, quella imprenditoriale e turistica, che da queste parti purtroppo stenta a decollare.
La motivazione della visita è stata semplice, ma importante: esprimere solidarietà allo staff aziendale e a tutti i lavoratori del villaggio, vittime pochi giorni fa di un vile attentato dinamitardo.
Tutto qui!
Oltre dieci chilometri di “passeggiata” marina (e ritorno!) sono il minimo sforzo che cittadini comuni possono e devono compiere per stigmatizzare, senza se e senza ma, episodi come questo. Alle maestranze, all’opera per ripristinare i danni subiti, i kayakers hanno voluto dare un concreto gesto di vicinanza. A Daniele Rossi e all’intero gruppo dirigente della Guglielmo, chiediamo di non arrendersi e di andare avanti, forti più di prima. Agli autori del gesto, invece, un messaggio esplicito: non fermerete mai le persone oneste, che continuano comunque a remare!
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