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Dionigi – “Lega Pro campionato difficile. Reggina devi cambiare mentalità”

di Michele Favano – Una lunga carriera da calciatore, tanti, tantissimi gol, l’ultima stagione ad Andria, poi l’addio al calcio giocato e l’inizio di una nuova avventura, quella da tecnico che ha regalato in questo breve percorso, tante soddisfazioni e qualche delusione. Taranto la piazza che lo ha lanciato, la parentesi reggina, l’ultima esperienza a Cremona. L’ospite di oggi a Sport.Strill è Davide Dionigi.

Davide, impresa non riuscita quella di portare la Cremonese in serie B, cosa non ha funzionato?

“Per me è stata una esperienza troppo breve, non è facile allenare un gruppo che ha già una sua fisionomia, una preparazione atletica fatta da altri, una costruzione ben definita. Incidere, a cinque giornate dalla fine, diventa molto difficile. Si è cercato di fare il meglio, disputando un ottimo quarto di finale, poi l’incontro con il Sud Tirol perso per la concessione di un rigore inesistente e la conseguente espulsione di un mio giocatore. Ma ripeto, a prescindere dagli episodi, in otto partite non si possono fare miracoli.”

La Reggina, invece, è retrocessa, sei rimasto sorpreso?
“Un percorso inevitabile, purtroppo. Lo scorso anno, ne avevo già parlato con Foti, accennandogli che a mio avviso andavano cambiate un po’ di cose. In maniera affettuosa, dopo la chiusura del nostro rapporto professionale, gli ho ribadito il concetto, prima che iniziasse questo campionato. La Reggina adopera ancora un sistema per fare calcio decisamente superato, a Reggio c’è la necessità di modernizzare un po’ tutto, società e mentalità, sotto tutti i punti di vista. Mi era stata data la possibilità di gettare le basi per un progetto biennale, un percorso interrotto poi dall’esonero. Mi dispiace molto perché con Foti c’è un legame forte ed un forte affetto.”
Lega Pro campionato durissimo. Hai una buona esperienza per farne una valutazione…
“Ho fatto tre anni di Lega Pro, conquistando tre volte la semifinale, perdendo purtroppo sempre. A Taranto, senza la penalizzazione, saremmo arrivati primi e avremmo guadagnato la promozione diretta. Per me una doppia esperienza in serie C, nel girone nord ed in quello sud. Quest’ultimo è particolarmente difficoltoso, non si pensi di poterlo affrontare, scegliendo di mandare in campo solo i giovani. Ci vuole tanta personalità, grinta e giocatori di esperienza. Un passaggio fondamentale è quello di avere in organico calciatori che abbiano già vinto in questa categoria.”
Come detto in precedenza, tu hai vinto un campionato con il Taranto, la penalizzazione ti ha impedito il salto di categoria, cosa ci vuole per vincere?
“La componente più importante, insieme a quello che si è detto prima, la costruzione di un grande gruppo. E questo è un compito che spetta all’allenatore, ma solo se supportato costantemente dalla società. Per formare dei forti gruppi ci vuole tempo, senza la frenesia del risultato immediato. Non bastano nomi altisonanti, è più redditizio un giocatore, magari sconosciuto, ma con caratteristiche adeguate alla categoria. La Lega Pro, ripeto, è molto dura.”
Secondo te, quanto produttiva la riforma dei campionati, con l’unificazione della Lega Pro e la divisione in tre gironi?
“L’importante che questo consenta l’iscrizione di società sane. Allo stesso tempo sarà più dura conquistare la serie B. Adesso, rispetto al passato, se ti scivola il piede, dietro l’angolo c’è la serie D, quindi i dilettanti.”
Se dovesse essere composto il girone sud, sarà quasi una B2, sei d’accordo?
“Io sono per gironi misti tra le squadre del nord, centro e sud, ma capisco che per problemi legati ai costi, per esempio delle trasferte, sarebbe meglio la divisione in orizzontale. Il girone sud sarebbe veramente una B2, campi caldi, ambienti dove il tifo si fa sentire. Potessi scegliere, allenerei al nord, ma non per questioni tecniche, i campionati si equivalgono, semplicemente perché l’ultima esperienza mi ha affascinato molto.”
Dionigi invece cosa farà la prossima stagione?
“La Cremonese è una società importante che con la Lega Pro non ha nulla a che fare. Il patron Arvedi ha intenzione di cedere, dopo i tanti investimenti fatti con risultati non soddisfacenti. Il mio lavoro era stato apprezzato, ma se tutto cambia, compreso il direttore tecnico Gigi Simoni, e il Ds Moreno Zocchi, le probabilità che il sottoscritto possa ripartire da Cremona sono ridotte al minimo. Di sicuro la mia intenzione è quella di avere comunque una squadra da poter allenare sin dalla fase del ritiro, dando indicazioni su quelle che dovranno essere le caratteristiche dei calciatori adatte al mio modo di interpretare il calcio. C’è stato un contatto con la Casertana, società ambiziosa, loro hanno fatto la loro proposta, io avanzato le mie richieste, vedremo come andrà a finire.”