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Lamezia (CZ), trionfo per gli Special Boys alla manifestazione “Tutti pazzi per il calcio”

Successo di sport, salute e solidarietà allo stadio “D’Ippolito” di Lamezia Terme in occasione della manifestazione “Tutti matti per il calcio”, l’iniziativa promossa dal Centro di Salute Mentale lametino che ha visto in campo, in un quadrangolare “agguerrito”, le rappresentative calcistiche dell’Asp di Catanzaro con gli “Special Boys” che sono stati affiancati da alcuni giocatori della Vigor, dell’Ordine degli avvocati con la squadra “Lamezia lex Saverio Calfa”, la squadra della Confcommercio e del Comune.
Il primo incontro ha visto affrontarsi gli “Special Boys” contro gli avvocati: una partita equilibrata che si è conclusa alla fine del secondo tempo 2 a 2, per questo si è andati ai rigori con il risultato di 5 a 3 per gli “Special Boys”. Il secondo incontro, disputato tra la rappresentativa del Comune e della Confcommercio, è finito 4 a 2 ai calci di rigore per il Comune, dopo che nei minuti regolamentari il risultato era rimasto 1 a 1. La partita conclusiva si è disputata con le due squadre che hanno vinto gli incontri precedenti e che ha visto in campo gli “Special Boys” contro la rappresentativa del Comune. La partita, dopo numerose emozioni ed azioni da gol, ha visto vincente la squadra degli “Special Boys” con il risultato finale di 2-1. Gli Special Boys si sono quindi aggiudicati la vittoria, grazie a un calcio di rigore eseguito da Agostino, che a fine manifestazione ha ricevuto il premio di miglior giocatore della kermesse.
Il calcio d’inizio del quadrangolare è stato tirato dalla responsabile del Csm Rossella Manfredi, mentre ad arbitrare le tre partite è stato il presidente del consiglio comunale Francesco Muraca.
“E’ stato un vero e proprio successo – ha spiegato il direttore generale dell’Asp Dott. Gerardo Mancuso – abbiamo infatti centrato l’obiettivo della manifestazione: dare risposte al disagio psichico attraverso attività che abbattono lo stigma sociale e creano integrazione, grazie allo sport infatti si può “produrre salute mentale”, in particolare con il calcio, che presenta molte valenze riabilitative e terapeutiche, in quanto è facilmente accessibile e permette a chiunque di giocare, sia agli “scarsi”, sia ai “bravi”, ma psicologicamente fragili. Doveva essere, ed è stata, una partita di partita di calcio contro lo stigma, per dare un calcio al pregiudizio, anche con fantasia, leggerezza e autoironia”.
“Poteva sembrare una manifestazione ludica – ha aggiunto il dg Mancuso – invece ha assunto un significato più importante che è il tema dell’integrazione: il paziente psichiatrico è stato inteso sin dagli inizi del secolo scorso come un paziente degente, cioè che aveva un percorso prevalentemente ospedaliero e invece negli ultimi anni questo concetto è cambiato, perché il paziente deve essere riabilitato alle mansioni di vita quotidiana. Questa manifestazione esprime a tutto tondo il concetto di integrazione e di riabilitazione alle attività quotidiane che il calcio si presta a rappresentare in termini esatti, perché il calcio è un’attività sportiva che appartiene a tutti. Il calcio è una attività sportiva d’integrazione, dove il gruppo ha una fondamentale importanza nel raggiungere il risultato”.