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Dalla Campania allo Stretto: tutti sognano il girone di fuoco in Lega Pro. E Sky….

di Pasquale De Marte – La Serie A è la Serie A, la Serie B è la Serie B. Ma il calcio non è fatto soltanto di aspetti tecnici. Ci sono emozioni e sensazioni che nascono e crescono indipendentemente dalla categoria con cui si va a confrontarsi.Per alcuni (Reggina) la Lega Pro è una sciagura, per altri (Messina, Cosenza e Catanzaro) è il tornare ad a contatto ravvicinato con dimensioni lasciate ormai troppi anni fa e per altri ancora (Vigor Lamezia) l’avversarsi di un sogno che può addirittura evolversi in traguardi migliori.

La Lega Pro, oggi, è l’anello di congiunzione di realtà che da troppo tempo si guardano da lontano e pur non affrontandosi hanno mantenuto intatta la loro rivalità.
Lo vogliono tutti, forse tranne chi teme per la sicurezza, ma il girone meridionale rischia di essere il sogno estivo di chi vuole vivere con antico entusiasmo il prossimo campionato.
Sulla sponda calabrese dello Stretto, ad esempio, il ritorno dopo diciannove anni in terza serie significa riscoprire dopo cinque campionati cadetti il piacere di andare in campo la domenica e l’arrivederci alla diretta televisiva per ogni partita. Chi vorrà, spesso e volentieri, dovrà recarsi a vederla dal vivo la formazione amaranto.
Eppure, in questo calcio che profuma di sapore antico, potrebbe essere il fenomeno moderno Sky a venire in soccorso alla voglia dei tifosi, desiderosi di ritrovarsi con i rivali storici.
La trasmissione del lunedì, dedicata alla Lega Pro, da parte dell’emittente di Murdoch ha riscosso grande successo. Non bisogna essere fenomeni di marketing per capire che il derby dello Stretto, ad esempio, abbia un impatto demografico e  mediatico, nonostante la categoria, ben più importante di quanto ne avrà, con tutto il rispetto, Virtus Entella-Carpi del prossimo torneo cadetto.
Lo ha capito la Lega, che ha già fatto sapere che la “quasi stracittadina calabro-sicula” sarà patrimonio, iscrizione amaranto permettendo, della prossima stagione calcistica.
Bisognerà, tuttavia, capire se nello stesso calderone di Reggina e Messina ci finiranno, ad esempio Catanzaro e Cosenza. La temperatura e l’interesse salirebbero nettamente se nello stesso campionato trovassero le campane Benevento, Juve Stabia, Paganese, Salernitana, Ischia,Casertana e Savoia, aspettando l’eventuale salvezza dell’Arzanese contro il Tuttocuoio.
Barletta, Lecce (se non dovesse superare il Frosinone nella finale di ritorno dei play off) e Taranto costituirebbero lo schieramento delle pugliesi.
Le lucane Matera e Melfi completerebbero, a livello numerico, un quadro di straordinaria contingenza territoriale, a cui si aggiungerebbero le abruzzesi Teramo e L’Aquila.
Ogni partita o quasi rischierebbe di avere contenuti peculiari per la passione dei tifosi. La pay tv lo sa e c’è chi giura che, alla diretta di Rai Sport, potrebbero esserne aggiunte altre prodotte da Sky che non avrebbe interesse a far giocare la Reggina con il Renate o il Catanzaro con il Pordenone.