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Toscano: “La Reggina? Mai dire mai

di Michele Favano – Tantissimi allenatori, operatori di mercato e procuratori, presenti a Rimini dove è in corso di svolgimento la Final Eight del campionato Primavera. Ad assistere ai vari match anche l’ex tecnico della Ternana Mimmo Toscano, oggi in cerca di occupazione. Rintracciato telefonicamente, con lui abbiamo provato ad approfondire temi riguardanti il prossimo campionato di Lega Pro, nuovo nella sua formula e con cinque formazioni calabresi protagoniste.
Partiamo dalla tua ultima esperienza. Quasi tre stagioni a Terni, una promozione, un nono posto in serie B, poi l’esonero a metà dell’ultima stagione. Cosa non ha funzionato?
Quando non arrivano i risultati qualcosa non funziona, sempre. Credo di avere responsabilità al pari di tutte le componenti, ognuno per quelle che sono le proprie competenze. Sono comunque soddisfatto del lavoro fatto nei primi sei mesi, a prescindere dalla posizione in classifica non ottimale. Ho avvertito subito una certa pressione, dopo una campagna acquisti dispendiosa, la società ha pensato di poter tradurre immediatamente in campo gli sforzi economici con i risultati. Subire un esonero dopo una vittoria importantissima come quella contro la Reggina mi ha sorpreso molto. Rimane comunque ottimo il rapporto con l’ambiente.
Hai visto che crollo la Reggina? Pensavi potesse mai accadere?
Sono deluso e sorpreso. Nel girone di ritorno la serie di risultati positivi avrebbero potuto ribaltare una situazione molto complicata, ma non so per quale motivo non si è riusciti a dare continuità. Mai, però, mi sarei aspettato addirittura una retrocessione.
La Reggina dopo la retrocessione dalla A alla B, ha costruito una corazzata per cercare l’immediata risalita, è stato un fallimento tecnico ed economico, cosa serve in Lega Pro per un campionato di livello?
Grande forza di reazione e capacità di gestire situazioni difficili come questa. La scelta dei calciatori e del tecnico sono fondamentali. Poi la costruzione della squadra che necessita di gente abituata a giocare in questo campionato ed a vincerlo. Il prossimo anno sarà molto complicato, non credo sia semplice tornare immediatamente in cadetteria. Il pericolo nuovo è rappresentato dalle piccole squadre che, in caso di retrocessione si ritroverebbero tra i dilettanti. Uno stimolo, qualora ce ne fosse bisogno, a moltiplicare gli sforzi partita dopo partita per il mantenimento della categoria.
Elementi essenziali che caratterizzano la Lega Pro?
Voglia, motivazioni, concentrazione massima e tanta, tanta personalità. Le partite di cartello sono tantissime, i derby altrettanto, se non hai tutte queste caratteristiche rischi veramente il tracollo. L’errore che possono fare le squadre che retrocedono, è pensare di avere qualcosa in più degli altri, guai a sottovalutare gli avversari o sottovalutare un campionato durissimo come la Lega Pro. Va formato subito il gruppo.
Timido approccio con la Reggina, poi?
Nessun approccio, mai. Alla Reggina interessava Toscano, ma in passato. Allenare la Reggina per me sarebbe una grande sfida o se vogliamo una scommessa importante in quanto reggino ed ex giocatore amaranto. Una esperienza del genere la vivrei in maniera diversa. Adesso le strade sono molto lontane, ma mai dire mai. La categoria per me non è un ostacolo né un problema, soprattutto se parliamo di Reggina.
Foggia?
Ho letto qualcosa anche io, assolutamente nessun contatto.
Sei d’accordo sull’abolizione della serie C2 e la divisione di un’unica categoria in tre gironi?
Se questo servirà a dare stabilità e interesse al movimento ben venga.
Ammesso che si decida per la suddivisione territoriale nord-centro-sud, in quale di questi tre gironi vorresti allenare?
Qualsiasi campionato, non puoi fare delle scelte, soprattutto un allenatore non può farle. Non credo ci siano differenze di valori tecnici, semmai dal punto di vista ambientale, al sud si trovano campi più caldi.