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Cinque atleti della società reggina Andromeda agli Special Olympics di Venezia

Si sono da poco conclusi i XXX Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, in una suggestionante Venezia che ha ospitato 1.200 atleti provenienti da ogni parte d’Italia.
La magia e la suggestione veneziana ha abbracciato le oltre 3.000 persone presenti alla cerimonia d’apertura tenutasi in piazza San Marco.
Atleti ricchi di entusiasmo sono scesi in platea accompagnati dai loro team e dai tanti testimonial del mondo dello sport. Ogni team ha indossato i propri colori,distinguendosi nella sfilata d’apertura, per poi ritrovarsi tutti insieme in un unico coro, quello dell’Inno Nazionale, come da protocollo Olimpico.
A questa imperdibile esperienza ha preso parte anche quest’anno l’A.S.D. Andromeda Polisportiva di Reggio Calabria, con 5 atleti che si sono confrontati nella specialità del nuoto.
Calabrò Giuseppe, Michele Lombardo, Donatella Riggio, Paolo Ticli e Federica Visalli, non hanno voluto mollare, nonostante tutti gli ostacoli incontrati durante l’anno, dovuti alla chiusura dell’impianto natatorio dove i ragazzi erano soliti allenarsi, quest’anno più che mai hanno voluto tentare, hanno giocato e vinto la loro “partita”.
Hanno arricchito il loro medagliere conquistando tre medaglie d’oro e sette di bronzo.
I nostri atleti – si legge nel comunicato – hanno portato in Italia i valori più alti della bella Calabria, impegno, dedizione, tenacia e gioia per le loro piccole e grandi conquiste.
Il team guidato dalla Presidente Luisa Elitro, da un tecnico Paola Cafarelli e dalle famiglie sempre presenti, non è voluto mancare a quella che per Special Olympics è stata una festa importante, poiché quest’anno si sono festeggiati i trent’anni dell’attività in Italia.
Special Olympics è un movimento internazionale di disabilità intellettiva, fondato nel 1968 negli Stati Uniti dalla famiglia Kennedy, che utilizza lo sport per un miglioramento delle capacità fisiche e psichiche e per una maggiore integrazione sociale.
Tutto lo staff dell’A.S.D. Andromeda anche se non fisicamente, ha seguito con trepidazione gli atleti, poiché il loro entusiasmo costituisce da sempre punto di forza, la loro perseveranza una guida, il loro giuramento un motto da seguire nella vita:
“CHE IO POSSA VINCERE MA SE NON RIUSCISSI CHE IO POSSA TENTARE CON TUTTE LE MIE FORZE”.