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Catanzaro, basket: una grande Assitur si ferma ad un centimetro dalla storia

L’Assitur si ferma ad un centimetro dal traguardo, dopo una splendida partita che ha reso orgogliosi i tifosi di entrambe le formazioni in campo.
É difficile che due squadre si equivalgano in maniera sostanziale come é capitato tra i giallorossi di coach Tunno ed i biancorossi di coach Torriero, eppure, nonostante ciò, per una soltanto delle due contendenti stasera sarebbe stata l’ora della gloria.
Dopo una gara uno vinta a mani basse da Palermo ed una partita di ritorno dominata da Catanzaro, questa sfida decisiva si presentava come il match dell’anno, l’unico capace di dimostrare quale delle due regine della DNC avrebbe meritato il grande salto, in un win or go home dal sapore leggendario.
Nemmeno gli ultimi ed emozionanti minuti sono riusciti a stabilire una supremazia netta, la Nuova Aquila Monreale l’ha spuntata per una manciata di punti, ma solo perché il pareggio in questo meraviglioso sport che é la pallacanestro, non esiste.
Una crudeltà che si trasforma in gioia assoluta per i siciliani, autori di un campionato esaltante e promossi con grandi meriti nella categoria superiore.
I calabresi, però, nonostante la sconfitta, cedono tra gli applausi del numerosissimo pubblico di casa, onorando la propria maglia con superba tenacia.
La palla a due viene alzata tra due formazioni che veramente poco hanno a che fare con la serie C, come nomi e prestigio, organizzazione e motivazioni.
Si legge negli occhi di tutti i protagonisti un’intensa concentrazione e voglia di far bene. I locali partono a razzo, con Cozzoli e Tagliabue a portare i propri compagni sul più cinque in un amen.
Altrettanto velocemente rispondono gli ospiti con il solito Fall e Carpanzano.
La gara non prevede appello, quindi chiunque assaggia il campo non desidera altro che lasciare un segno.
Il lungo palermitano Tagliabue comincia a fare la voce grossa sotto le plance, ma Catanzaro in quel ruolo vanta la coppia delle meraviglie Fall-Sereni, mix irresistibile di potenza e talento.
Già ad inizio contesa, comincia ad iscriversi a referto con un paio di pregevoli canestri dalla lunga Simone Ippolito, risultato tra i migliori dei suoi.
Dopo qualche titubanza di troppo ai tiri liberi Palermo riesce a portarsi sul più sei al termine della prima frazione.
Il secondo periodo, sinora incubo di entrambe le compagini, di volta in volta penalizzate de una disarmante pochezza offensiva nelle due gare precedenti, si dimostra essere il più bello.
Non c’è spazio per insinuazioni o polemiche, Palermo è semplicemente uno squadrone ed i giallorossi non sono da meno. Fall ed Ippolito si esaltano azione dopo azione, ma Cozzoli e Gottini non si lasciano intimorire, rispondendo per le rime.
Prima dell’intervallo c’è spazio per un canestro da tre di Tagliareni che porta i suoi in vantaggio di un solo possesso.
La partita si disputa su impercettibili e precari equilibri, una squadra sembra poter prendere il largo ed ecco che l’altra la raggiunge e la supera in un baleno.
Il terzo quarto é una continua bagarre di sorpassi e contro sorpassi, con Carpanzano e André tra i più ispirati.
La partita é ancora lunga e l’ultimo periodo si configura come una specie di supplementare che comincia com un risicatissimo vantaggio dei locali.
Cozzoli prova a far prendere il largo ai suoi compagni, ma Cattani e compagni non intendono mollare.
Dopo essere piombati a meno 8, uno scatto d’orgoglio porta Catanzaro di nuovo sotto fino al pareggio a meno di tre minuti al termine.
Le ultime azioni testimoniano di un Monreale più grintoso e desideroso della vittoria. Ancora ad un minuto dal termine il punteggio resta inchiodato sul pareggio, in una situazione particolare ed emozionante per i presenti e per tutti i tifosi connessi via internet.
In questi ultimi giri di orologio i locali riescono a segnare, Catanzaro si blocca e perde due palloni discutibili, con un pizzico di sfortuna che mette lo zampino sulla bomba per la vittoria finale di capitan Cattani.
L’unico suono che si sente, allora, é quello delle urla dei padroni di casa, che con questo successo conquistano il pass per la vecchia serie B.
I campioni dell’Assitur, con grande amarezza, ma anche gioia di far parte di un gruppo giovane, propositivo e famelico, sono costretti a mollare la presa, dopo una cavalcata emozionante durata tutto un anno.
In un ultimo abbraccio si stringono idealmente alla propria città, a testa alta, consapevoli di aver dato tutto, ed anche un pizzico di più.
Le grandi sfide sportive si vincono o si perdono, l’Assitur stasera ne è uscita sconfitta, ma probabilmente può considerarsi ancora più forte, carica per affrontare il futuro con l’occhio speranzoso di un bambino che non ha altro desiderio che quello di diventare grande.
Grazie ragazzi!..é stato un anno indimenticabile!..insieme fino alla fine, e da domani ancora.