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Basket C dil: il bilancio del presidente della Redel

La Vis, fa un piccolo bilancio stagionale in compagnia di Kristian Gemelli, co-Presidente e membro fondatore di una società che ha tanta voglia ed energia per crescere all’interno della

palla a spicchi.
Diamo un voto a questa Vis, marchiata Redel Energia per tutto l’anno agonistico 2011, Kristian?
“Io sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, l’ho detto subito dopo la partita di Trapani.
Anche se non ero presente ho avuto modo di vedere il filmato della gara. Sicuramente c’è poco da dire: Trapani è una squadra superiore alla nostra però, almeno nei primi dieci minuti questa differenza siamo stati bravi a non farla emergere. Poi la partita ha preso un’altra piega anche perchè con così poche rotazioni da parte nostra era davvero difficile tenere quei ritmi forsennati e quelle percentuali di tiro unite a quell’intensità che ci fa davvero ben sperare per il futuro.
Sta ricevendo parecchi consensi anche da altre piazze. Sto parlando di coach Checco D’Arrigo.Scelta azzeccatissima?
“Checco è stata una scommessa di Luigi (il co-Presidente Di Bernardo) in prima persona. Di fatto lui ha creduto nel nostro coach dalle prime amichevoli fatte nella passata stagione.
Fin da quei test, è stato subito “amore a prima vista”:Luigi è stato bravo a tenere il rapporto ben saldo e continuativo nel tempo. La conoscenza è continuata anche nel periodo pre-estivo e proprio con lui è nata la Redel di quest’anno. La squadra che vedete è anche opera sua ed è merito suo se siamo riusciti nell’intento di costruire, tra tante difficoltà un roster completo rispettando il budget. Grazie anche a lui, dunque, è nata la Redel di quest’anno grazie alle sue preziose indicazioni.
Il nostro budget è limitato, abbiamo fatto i salti mortali per stare dentro prendendo dei ragazzi motivati e soprattutto dei bravi ragazzi dentro e fuori dal campo”.

La speranza per tutti gli appassionati della Redel, è quella di vedere in campo i due pezzi da novanta della campagna acquisti: Federico Antinori e Claudio Cavalieri.A tuo avviso, con queste due pedine, quanto può cambiare la Redel e dove può arrivare questa squadra?

“Dove può arrivare non lo so. Sicuramente ci potranno dare un pò di rotazione in più che è quello che ci manca in questo momento anche perchè siamo stati bersagliati da continui e fastidiosi infortuni.
Claudio e Federico sono due pedine molto importanti per noi: intanto perchè sono giocatori di ben altra categoria poi ci permetteranno di impreziosire le giocate di chi gia sta giocando con grande attaccamento alla maglia.

Lo ha dichiarato Luigi Di Bernardo.Con un palazzetto di proprietà questa società decollerebbe. Che ne pensi?
“Sicuramente si. Quello che ci potrebbe far fare il salto di qualità sarebbe un nostro impianto. Al momento è un aspetto molto difficile da raggiungere però,senza dubbio è quel quid che manca oggi anche perchè le problematiche sono sempre le stesse nonostante il tempo che passa non siamo riusciti a superarle o a trovare qualche soluzione diversa:al giorno d’oggi chi vuole fare pallacanestro lo deve fare con i ragazzini, con i giovani e noi al momento questa possibilità ce l’abbiamo ma non come vorremmo. Ci sforziamo quanto più possibile giornalmente a trovare orari e campi nelle scuole ma è davvero dura.
Per pensare a qualcosa di più grande dobbiamo prima di tutto pensare alle nostre radici:pensare alle nostre radici vuol dire creare un vivaio anche perchè la Federazione al momento non ti permette di programmare al meglio. E’ sempre più difficile prendere giocatori da fuori o pagare i Nas, noi società giovani(siamo nati nel 2006) siamo penalizzati in partenza da questa regolamentazione.

E’ vero che sei tu il freno a mano per le idee di Luigi Di Bernardo?
“Le idee sono sempre comuni. Certo Luigi va un attimino frenato ma solamente perchè noi siamo ancora giovani e piccoli viviamo grazie agli sponsor e talvolta creare progetti a lungo periodo non è facile.
La gratificazione per entrambi è che della Redel si parla bene e questo è un grande passaporto per il futuro. I giocatori parlano bene di noi, perchè tra tante difficoltà abbiamo sempre onorato gli impegni con grandi sacrifici e sforzi. Non possiamo al momento fare voli più alti perchè ci snatureremmo molto, dobbiamo stare con i piedi per terra”.

Giovanni Mafrici
Redel Energia