di Antonio Modafferi – Primo anticipo di campionato per la Reggina di mister Gianluca Atzori, che venerdì sera, alle ore 20:45, renderà visita al Padova, squadra rimasta in serie B la scorsa stagione dopo aver sconfitto ai play out la Triestina, poi ripescata al posto

 

dell’Ancona, fallito, e guidato da mister Alessandro Calori, tra gli artefici della storica promozione in cadetteria del Portogruaro e a lungo tra i candidati ad occupare la panchina amaranto.

Allo stadio “Euganeo”, la Reggina vanta una tradizione abbastanza  sfavorevole, infatti nei dieci precedenti incroci con i biancorossi, tutti disputati in serie B, ha collezionato una sola vittoria, 3 pareggi e ben sei sconfitte. Il trend negativo è stato finalmente invertito nella scorsa stagione, quando è arrivata la prima affermazione amaranto in terra veneta, dove la compagine dello Stretto, altro dato statistico, ha realizzato solamente 7 reti, subendone ben 20.

I primi incontri risalgono agli anni ’60. Era la Reggina di Maestrelli e di Segato che, tra i campionati 1965/1966 e 1968/1969, subisce quattro sconfitte di fila in terra veneta, tra cui il pesante 6-0 della stagione 1966/1967.
Le strade delle due squadre si dividono per poi incontrarsi di nuovo venti anni dopo. La Reggina di Scala e Bolchi sfata il tabù Padova cogliendo due pareggi, entrambi per 1-1, nelle stagioni 1988/1989 (Attrice porta in vantaggio gli amaranto, poi ripresi da Ciocci) e 1989/1990 (Pergolizzi per la Reggina risponde alla rete di Fermanelli), mentre nel campionato 1990/1991, alla quartultima giornata, si registra una sconfitta per 3-1 (la doppietta di Demetrio Albertini e la rete di Rosa rimontano l’iniziale vantaggio reggino di Soncin) che prefigura il mesto ritorno in serie C1 degli uomini allora guidati da Cerantola.

Padova e Reggina si rivedono qualche anno dopo, nel torneo 1996/1997. E’ la decima giornata e sulla panchina amaranto, dopo l’esonero di Adriano Buffoni e l’ingaggio sfumato del “professore” Franco Scoglio, era appena approdato Vincenzo Guerini, giunto al capezzale di una squadra ultima in classifica e ancora a secco di vittorie. I padroni di casa erano una delle favorite per la vittoria finale del torneo, vista la retrocessione dalla massima serie e l’organico di qualità a disposizione di mister Beppe Materazzi, ma in classifica arrancano, infatti pareggiano contro una Reggina grintosa e combattiva che, dopo l’iniziale svantaggio firmato da un giovane Cristiano Lucarelli, fratello del futuro amaranto Alessandro, al 10’ su calcio di rigore, raggiunge i padroni di casa nove minuti più tardi grazie all’autorete del centrale Bianchini che beffa Walter Zenga.

L’anno dopo, campionato 1997/1998, alla penultima giornata la Reggina di Colomba, protagonista di un ottimo campionato poi concluso al 6° posto, fa visita al Padova già retrocesso e subisce un rotondo 3-1, complici il clima di fine stagione e la formazione composta da seconde linee e giovani. Partono forte i veneti, che chiudono il primo tempo sul doppio vantaggio per mezzo delle reti di Landonio e Mazzeo. Nel secondo tempo la Reggina riesce solo ad accorciare temporaneamente le distanze dal dischetto con il difensore Antonio Aloisi, lo scorso anno alla guida della formazione Allievi amaranto, mentre Mazzeo allo scadere, su calcio di rigore, firma il definitivo 3-1.

E’ nell’ultimo precedente, risalente allo scorso campionato, che si registra finalmente la prima  vittoria nella città di Sant’Antonio. Nella prima trasferta del girone di ritorno, dopo l’insuccesso casalingo di sette giorni prima subito dal lanciato Cesena, il complesso di mister Ivo Iaconi, alla penultima apparizione sulla panchina amaranto  visto l’esonero di quindici giorni più tardi in virtù della sconfitta di Vicenza, piega i biancorossi di stretta misura, 1-0, aggiudicandosi tre punti pesanti in ottica salvezza. A decidere le sorti di questo tirato incontro, in cui avviene l’esordio di Luca Vigiani, appena tornato, per la seconda volta, in amaranto, è il centrocampista Biagio Pagano, che al 29’, sugli sviluppi di un calcio di punizione indirizzato in area da Tedesco, raccoglie e, tutto solo, di destro batte Agliardi, firmando la nona segnatura stagionale, riscattando il penalty fallito la settimana prima al “Granillo” contro il Cesena, ma dando inizio anche ad un lunghissimo digiuno che terminerà soltanto all’ultima partita di campionato contro l’Albinoleffe, match in cui l’esterno ora passato al Livorno siglerà due reti.
Nella seconda frazione di gioco, i padroni di casa tentano invano di ristabilire quantomeno la parità, ma la Reggina controlla bene, anzi è Bonazzoli ad andare vicino al raddoppio in due occasioni, la prima con un colpo di testa, su invito dalla sinistra di Costa, che sfiora di poco il palo, la seconda con un bel tiro da poco fuori area che colpisce la traversa.

Infine, per quanto riguarda gli ex, ce ne sarà soltanto uno, e milita tra le file del Padova, ovvero Davide Di Gennaro. Il talentuoso trequartista classe 1988, cresciuto nel settore giovanile del Milan, ha vestito la maglia della Reggina, in prestito dalla stessa società rossonera dopo la positiva esperienza di Bologna conclusa con la promozione nella massima serie, nella stagione 2008/2009, l’ultima in serie A, durante la quale mise insieme 24 presenze condite da una sola segnatura, quella realizzata sabato 7 febbraio 2009 a “San Siro” proprio contro il Milan, rete (al 34’) che valse il temporaneo vantaggio degli uomini allora guidati da mister Nevio Orlandi, poi raggiunti da Kakà al 67’ su calcio di rigore. Dopo la retrocessione, Di Gennaro torna alla casa madre prima di un nuovo prestito, nello scorso gennaio, al Livorno, quindi l’approdo a Padova nella sessione estiva del calciomercato.