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di Pasquale De Marte – La Reggina ne prende quattro e forse non sa neanche come. Il Crotone rifila un poker agli amaranto, portando a casa una

vittoria di portata storica ma con proporzioni enormi rispetto a quanto visto in campo.

Le attenuanti per gli amaranto, che come contro il Varese subiscono quattro gol  tra le mura amiche e in un solo tempo, finiscono qui.

 

Una sola vittoria nelle ultime otto uscite al Granillo rappresentano una delle molteplici chiavi di lettura per questa nefasta annata, dove l’obiettivo salvezza diretta è vicinissimo ad evaporare e quello play out diventa difficilissimo da raggiungere.

 

LE SCELTE – Gli amaranto propongono lo stesso atteggiamento tattico di Carpi, con il rientrante Barillà al posto di Pambou, non al meglio della condizione.

 

Drago non sconfessa le idee che hanno portato in alto il suo Crotone e, rispetto al solito, si limita a sostituire lo squalificato Dezi con Matute.

 

 

ILLUSIONE – L’approccio reggino alla sfida è quello giusto, i pitagorici, forse troppo tranquilli e appagati per la sorprendente situazione in classifica, non danno l’idea di essere particolarmente dentro la partita.

 

Nel primo tempo, tra gli uomini di Gagliardi, brilla soprattutto Sbaffo, schierato a destra a centrocampo. L’ex ascolano si fa trovare pronto in ripiego, in anticipo, ma anche quando si tratta di saltare il diretto avversario o di avviare la fase offensiva.

 

Il Crotone riesce a creare i problemi principali agli amaranto ripartendo in velocità sfruttando gli esterni offensivi, De Giorgio sulla sinistra in particolare, ma in difesa balla parecchio, soprattutto quando la linea arretrata della formazione di Drago viene presa in velocità da Dumitru e Di Michele.

 

Proprio il capitano amaranto non sembra in giornata di grazia, quando sbaglia un rigore in movimento dopo un malinteso tra Suagher e Gomis e, qualche minuto dopo, dal fondo non riesce a servire Lucioni, che chiedeva solo di ricevere un pallone da spingere semplicemente in rete.

 

La Reggina fa circolare bene il pallone e l’unica problematica che emerge appare l’occupazione dell’area di rigore avversaria, visto che spesso il possesso della sfera si svolge prevalentemente attorno al perimetro degli ultimi sedici metri.

 

I padroni di casa si difendono bassi, con le linee strette e, tranne rari casi, non offrono campo alla rapidità dei rossoblù.

 

HARAKIRI – Nella ripresa la Reggina si addormenta e vengono fuori i ragazzi di Drago. Al 65′ Cataldi raccoglie un pallone in area e piazza il diagonale che vale il vantaggio pitagorico.

 

Gli amaranto, da subito, danno l’impressione di poter rendersi pericolosi da parte di Gomis ed è una staffilata dal limite di Gerardi, appena entrato, a valere il pareggio al 74′.

 

Dopo aver trovato il pari si concretizza l’ennesimo suicidio amaranto: Ishak da pochi passi firma il sorpasso pitagorico al 75′, il tris arriva su rigore ad opera di Pettinari.  Ed è sempre l’ex attaccante della Roma a siglare la quarta marcatura.

E’ la solita sagra degli svarioni difensivi e forse dei rimpianti per la squadra di Gagliardi e Zanin.

 

REGGINA-CROTONE  1-4

REGGINA (4-5-1): Pigliacelli; Maicon (78′ Fischnaller), Adejo, Lucioni, Foglio (67′ Gerardi); Strasser; Sbaffo, Dall’Oglio, Barillà, Dumitru; Di Michele (80′ Pambou). adisposizione: Zandrini, Di Lorenzo, Bochniewicz, Ipsa, Frascatore, Contess. Allenatori: Gagliardi e Zanin

CROTONE (4-3-3): Gomis; Del Prete, Suagher, Ligi, Mazzotta; Crisetig, Cataldi, Matute; De Giorgio (90′ Meola), Bernardeschi (80′ Cremonesi), Ishak (78′ Pettinari). adisposizione: Secco, Galardo, Giannone, Saric, Diop, Ferrari. Allenatore: Drago

Marcatori: 65′ Cataldi (C), 74′ Gerardi (R), 75′ Ishak (C), 82′ (rig.) e 93′ Pettinari

Arbitro: Ciampi di Roma 1      Assistenti: Vicinanza-Fiorito

Ammoniti: Barilla’ (R), Matute, Ishak (C)