di Pasquale De Marte – Parla il presidente Foti.  Lo fa per chiudere defitivamente una stagione che, pur non essendo stata esaltante, si è conclusa ugualmente con il

sorriso e per aprirne un’altra, quella del centenario, con i migliori auspici.

Una conferenza a tratti sorprendente, colma di spunti e nuovi stimoli da regalare ai tifosi.

“Vorrei soffermarmi – esordisce il patron – su due aspetti che mi hanno particolarmente rammaricato, che sono legati a  valutazioni a cui ho cercato di rispondere nei luoghi più adatti, evitando le polemiche. La penalizzazione di cinque punti, poi passati a due, è una cosa che non ho mai accettato. Riconosco alla Reggina la massima lealtà e trasparenza. Lo stesso posso dire per la mia squalifica personale, prima eclatante e poi ridimensionata.  Entrambe le cose mi hanno toccato parecchio”.

“Abbiamo mantenuto la categoria, ma non era – prosegue Foti – questo il nostro obiettivo. Avevamo fatto delle scelte che avrebbero potuto gratificarci, ma non è avvenuto. Siamo riusciti a correggere il percorso, soffrendo fino al 94’ di Vicenza-Reggina. Negli ultimi due mesi la paura è stata tanta.. Ringrazio il signor Pillon e i suoi collaboratori per la disponibilità e per l’impegno che hanno messo in un momento non facile. A prescindere dagli errori che ci appartengono e di cui siamo perfettamente coscienti, credo che sicuramente nei miei ventisette anni di dirigente calcistico questa sia stata l’annata più difficile e complicata. Avrei preferito, però, soffrire nella compattezza e non nell’isolamento”.

Inevitabile soffermarsi quelli che possano essere stati gli errori da non ripetere. “Mi ero innamorato di un’idea e i sentimenti, fino a quando ci sono stati, non mi hanno permesso di essere razionale. Tra le altre cose è stato scelto un tecnico che avevamo visto in un altro contesto e che pensavamo che in un altro ambito avrebbe potuto dare le stesse risposte. Ci siamo trovati con dei calciatori fuori rosa per i loro ingaggi elevati, poi abbiamo visto che anche la Serie B da quest’anno imporrà un tetto salariale”.

“Non ci saranno delle rivoluzioni. Si andranno – prosegue Foti – ad apportare dei correttivi.  Vivo la Reggina con la passione che da sempre mi è appartenuta. Quando parlo di allenatore manager mi riferisco ad un concetto ampio. Cerco un tecnico con cui mi possa confrontare, che conosca la categoria e che abbia idee precise. Lo sapete, mi conoscete, non mi piace buttare soldi (ride ndr) e la scelta di sacrificare professionalità, come avvenuto negli ultimi anni, non è certo voluta. Pillon l’ho contattato all’indomani della partita contro il  Cesena, chiedendogli la disponibilità. L’avevo conosciuto qui, avrebbe meritato maggiore tempo in Serie A. Ci avevo parlato altre volte e l’ho sempre ritenuto una persona di grande equilibrio. In quel momento specifico lo ritenevo utile alla causa della Reggina, ma non per quelli che sono i nostri obiettivi del prossimo campionato”.

E’ una conferenza fiume quella del presidente Foti: “Voglio vincere. Passati questi momenti di difficoltà la Reggina vuole riproporsi sotto una veste più aggressiva. Se volete questo è lo slogan che deve appartenere a tutto l’ambiente. Reggio è una piazza ambita, si sono proposti quattro allenatori che ultimamente hanno fatto la massima categoria e questo significa che continuiamo ad essere stimti in tutto il panorama nazionale. Stiamo valutando tra varie ipotesi, nella prossima settimana faremo altre valutazioni, perché ho bisogno di sentire le risposte che mi aspetto. C’è una rosa di nomi, su quattro solo uno è un giovane emergente. E’ l’anno del centenario, qualcuno dice che non ci appartiene questa data, non credo si meritino risposte. La mia Reggina è quella che ha sempre ha indossato la maglia amaranto, dal 1986 abbiamo vissuto solo un segmento importante del percorso. Vogliamo riempire le piazze, vivere quest’anno in ogni sua sfumatura e smuovere le persone che ci guardano con distacco. Per otto giorni avremo una campagna abbonamenti a prezzi dimezzati, il limite sarà tassativo. Il senso di appartenenza deve essere vivo, voglio la gente con me.  La stessa che dieci anni fa ha scommesso con noi. C’è bisogno di tornare a gioire”.

Ma Foti non si ferma qui e adesso si parla in concreto della questione stadio:“C’è l’idea di dare una casa più accogliente ai nostri tifosi. La Reggina ha un progetto definito e devo ringraziare il Commissario Prefettizio, che ha ritenuto fattibile la nostra idea.  L’impegno può dare aiuto all’intera comunità, l’operazione va guardata con grande attenzione, soprattutto in realtà come questa dove c’è poca gente che investe.  La nostra proposta adesso è sostenuta anche dall’iniziativa B futura, voluta dal presidente Abodi”.

Se qualcuno si aspettava una Reggina ambiziosa dopo anni di vacche magre, l’avvio è sicuramente promettente.