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di Domenico Condò –
Una sfida dalle mille emozioni, una gara che tutti si attendevano dall’inizio del campionato, un confronto acceso e vibrante tra due squadre con ambizioni quanto mai legittime per la promozione in C dei Dilettanti, alle luce anche di una regular season in cui

hanno espresso un basket, per qualità e per costanza di rendimento, nettamente superiore alle altre contendenti.
Però, si sapeva, solo una delle due, tra Vis e Gioiese, poteva vedere coronato un sogno inseguito per un’intera stagione ed all’altra sarebbe aspettato l’onore delle armi. E il verdetto del campo come al solito ha messo un punto definitivo ad una serie finale che ha risvegliato in molti una sana passione di basket; il desiderio di far sentire il proprio tifo, sempre più smorzato negli ultimi anni dalle continue delusioni e dal pericoloso baratro del fallimento in cui potrebbero precipitare, da un momento all’altro, numerose squadre della provincia reggina e non solo;  quella voglia sopita di andare al palazzetto, di seguire i colori della propria squadra in cui ognuno di noi si identifica, al di là della categoria di appartenenza.

Le  due squadre, dunque, si sono affrontate all’insegna della lealtà e della sana competizione, fuori e dentro dal campo, ma alla fine la palma del vincitore è andata alla Vis, artefice di un successo tanto atteso quanto meritato per intensità di gioco, per determinazione e per la carica agonistica espressa. Le lacrime di coach Santo Surace a fine partita sono emblematiche e sanno di liberazione dopo una stagione che al via aveva decretato il team giallo-nero come la squadra “da battere”, e tutto ciò avrebbe potuto creare un effetto “boomerang”,  un’attesa spasmodica del riscontro sul campo, accrescendo aspettative più che legittime intorno alla Vis.
D’altronde, come sappiamo, molto spesso, specie nel mondo sportivo, le previsioni fatte a tavolino trovano poi clamorose smentite sul campo, con epiloghi del tutto inaspettati.

Non è il caso dei ragazzi del presidente Luigi Di Bernardo, che hanno dato prova di grande carattere e compatezza, e la vittoria conseguita, seppur preannunciata da molti già in estate, certamente non può sminuire un autentico capolavoro realizzato in appena due anni dai dirigenti e da tutto lo staff, e che ha trovato nell’unità tra società, squadra e pubblico la vera forza trainante per sospingere i giocatori giallo-neri in un campionato estenuante e ricco di colpi di scena come la C regionale.

Era la partita che valeva una stagione e la Vis ci è arrivata con la consapevolezza della grande opportunità che si è conquistata a suon di risultati e di bel gioco, seppur con l’asfissiante “fardello”  della vittoria. Womack e soci non hanno deluso, palesando un ottimo stato di forma che li ha accompagnati per tutto un play-off che, alla vigilia, celava insidie per nulla irrisorie.

Grande e calorosa è stata anche l’esultanza del pubblico, che ha giustamente premiato con un lungo e scrosciante applauso i suoi eroi. Una cavalcata strepitosa, passata attraverso un gioco per larghi tratti della stagione formidabile ed entusiasmante, votato all’attacco e focalizzato su due autentiche “bocche di fuoco” come Womack e Fall: il primo reduce dall’esperienza dell’anno scorso maturata per la prima volta in Italia, sempre sponda Vis, in una categoria molto ostica e fisica come la C2 e desideroso di proseguire l’avventura; il secondo ormai un “veterano” della serie C regionale, avendola vinta in passato con ben cinque squadre diverse, che ha messo a dura prova i canestri di ogni palazzetto in cui è sceso in campo con le sue schiacciate a dir poco sensazionali.

Però al di là delle individualità è doveroso sottolineare che questa promozione è il successo di un fantastico gruppo, del roster, dei dirigenti e dei collaboratori che hanno messo a disposizione professionalità e spirito di sacrificio per raggiungere un obiettivo di portata non quantificabile.

La squadra giallo-nera ha dimostrato le sue vere potenzialità, in una prova in cui ha prevalso il senso di appartenenza ai colori di una società che ha puntato fortemente in questi ragazzi, con l’augurio che si potesse realizzare un sogno.
E adesso quel sogno è diventato una solida realtà e non resta che gioire insieme gridando a gran voce: C1!!.