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Reggina-Monopoli, tre cose che gli amaranto devono temere dei biancoverdi

La Reggina, nelle prime nove partite di campionato, ha dimostrato di essere una squadra forte e competitiva. Molto passa dal valore assoluto dei calciatori e dalle abilità di Mimmo Toscano, ma anche dalla mentalità giusta messa in campo.

Non ci si può permettere di sottovalutare nessuno, men che meno il Monopoli di Scienza.

DONNARUMMA

Da Monopoli non viene dato in buone condizioni di forma ed il suo impiego è in dubbio.  Rappresenta uno dei migliori esterni sinistri della categoria e, non caso, Taibi lo ha corteggiato a lungo in estate. Alla fine i biancoverdi se lo sono tenuto stretto e gli hanno rinnovato il contratto.  La cosa incredibile è che, lui come Sounas (che però adesso è amaranto), hanno sempre dato di avere un conto in sospeso con gli amaranto, dato che non si ricorda una partita che non sia stata straordinaria contro la compagine di Reggio Calabria. Tanto, per dare l’idea, la sua prima grande prestazione si verificò in un derby dello Stretto quando lui indossava la maglia del Messina e fu l’unico a salvarsi in un Messina che vinse dopo una brutta prestazione premiata oltre modo dal celebre tacco di Orlando sotto la curva sud. Come finì quella stagione il 30 maggio 2015, però, lo sanno tutti.

RITMO

Il Monopoli è la tipica squadra che, come il Catanzaro, può mettere di più in difficoltà la Reggina.  Gli amaranto riescono ad annichilire la squadra quando il pressing alto diventa efficace ed il passo è nettamente superiore.  Così non è stato contro il Catanzaro, proprio perché la squadra di Auteri (pur essendo più fragile a livello difensivo) ha ritmi e geometrie collaudate che hanno richiesto una partita diversa ed intelligente a Reginaldo e compagni.  Volendo descrivere il Monopoli lo si può etichettare come un Catanzaro meno qualitativo in fase offensiva, ma più attento dietro.   Con ciò non significa che, davanti, elementi come Jefferson e Fella non siano in grado di pungere, anzi.  Allo stesso modo occorre specificare che, rispetto agli uomini di Auteri, i pugliesi giocano con il 3-5-2.

 

MORALE E NON AVERE NULLA DA PERDERE

Da quando l’ex centrocampista amaranto ha ripreso il timone dei pugliesi (dalla terza giornata) i pugliesi hanno avuto numeri, per certi versi, migliori (leggi qui) di quelli amaranto pur avendo affrontato, tra le altre, Bari, Ternana e Catania.  Un pareggio e due vittorie (quattro punti in trasferta) contro autentiche corazzate che, di fatto, hanno probabilmente elevato la consapevolezza della squadra biancoverde.  Il Monopoli, dunque, affronterà la Reggina con due basi importanti a livello di testa: l’autostima e, allo stesso tempo, l’idea di non avere nulla da perdere.  Il Monopoli è in alto in classifica come gli amaranto, ma chi deve restarci, facendo necessariamente risultato, è la Reggina.