di Pasquale De Marte – Roberto Cevoli torna alla Reggina nelle vesti di allenatore. L’ufficialità é arrivata da pochi giorni, ma diverse settimane si sapeva che Taibi avesse scelto lui come nuovo trainer amaranto. Una nomina che legittima le ambizioni della società di fare un campionato migliore della passata stagione, alla luce del fatto che si tratta di un tecnico reduce da un sorprendente settimo posto con il Renate.
Lui non vedeva l’ora di tornare a Reggio Calabria dove é stato giocatore ed anche tecnico della Primavera.  E la mattinata del 19 giugno rappresenta la data della sua prima uscita della nuova vita in amaranto. La presentazione ufficiale é stata anche l’occasione per parlare di filosofia e strategia.

Cevoli é pronto

“Su Cevoli – ha detto Taibi – avevo referenze ottime. In lui, però, ho visto grande voglia di venire. Aver giocato qui lo aiuta a conoscere già bene l’ambiente e sa quello che la piazza di Reggio può dare. É un grande lavoratore, mi ha chiesto cose basilari e importanti. Ci affidiamo a lui perché oggi il ruolo dell’allenatore é molto più importante di vent’anni fa. Ci sentiamo costantemente per allestire la squadra, perché a tutti i giocatori che contattiamo stiamo dicendo che chi verrà dovrà venire a sputare sangue per la Reggina. Il nostro pubblico merita soddisfazioni importanti”.

“Non sono bravo con le parole – ha esordito Cevoli – ma ringrazio la società per avermi dato l’opportunità e il privilegio di allenare la Reggina. Molti vorrebbero essere al posto mio. Non é esistita trattativa, perché volevo solo venire qui. Mi fa piacere rivedere tante facce amiche dopo tanti anni. Qui da giocatore mi sono sentito a casa e ho avuto la svolta, spero di averla anche da tecnico. Ho chiesto al direttore di avere giocatori che possano avere la mia stessa voglia di lavorare. É un anno importante per tutti. Per ottenere i risultati é necessario che tutto l’ambiente spinga”.

Reggina: Cevoli, l’uomo che conosce la piazza

“La mia idea – prosegue – é quella di dare alla squadra un calcio propositivo. Ho appreso da tutti gli allenatori che ho avuto, ma probabilmente essere stato allenato da Carlo Ancelotti può essere stata la ciliegina sulla torta”.

Inevitabile parlare di obiettivi: “Mi é stato chiesto di fare il meglio possibile. Non si possono vincere tutte le partite, ma lavoreremo pensando una partita alla volta. Per i grandi obiettivi bisogna pensare ai piccoli. Però vi dico una cosa: non ho premi salvezza”.

Una sottolineatura tesa ad evidenziare che forse la Reggina guarda un po’ più in alto delle passate stagioni.E poi spazio al mercato: “Taibi non mi ha fatto fare ferie. Abbiamo visto tantissimi giocatori, compresi quelli sotto contratto, ma é presto per esprimere pubblivamente delle tue valutazioni”.