Catanzaro_Cosentino_vs_Conte

di Clara Varano – L’ovazione con cui viene accolto Antonio Conte ospite d’onore e vincitore del premio “Ceravolo” è fortissima.

Catanzaro_Premio_CeravoloTifosi juventini sono accorsi da tutta la provincia di Catanzaro ed hanno letteralmente gremito l’auditiorium “Casalinuovo”. Lui, il protagonista della serata, arriva con un po’ di ritardo, il suo volo è atterrato alle 18:30 a Lamezia Terme, ma appena entro flash in faccia e grida. Tutti sono lì per lui, per la “panchina d’oro”, che siede sullo scranno più alto.
Catanzaro_Sabrina_GandolfiAd accoglierlo, una stupenda Sabrina Gandolfi, moderatrice della serata, Marco Civoli, Italo Cucci, Maurizio Insardà, organizzatore del premio e Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, partner principale della manifestazione. Cori, grida di acclamazione, ressa per raggiungere il palco, tanto che prima di iniziare Sabrina Gandolfi è costretta a richiamare la platea. Si parte.
Catanzaro_Civoli_CucciApre la serata un video che omaggia il campione e l’allenatore del momento. Continuano i cori, ma qualcosa non va. In prima fila ospiti importanti scalpitano sulla sedia e lui, arrivato qualche istante prima di Conte, non regge più, Si alza ed esce, poi rientra, esce ancora, rientra, alla fine però va via per non tornare più indietro.
Lui è il presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino. Ma cosa ha infastidito tanto il giallorosso reggino? Le urla che acclamavano Conte, sì quelle un po’ bruciano ma più di ogni altra cosa Cosentino rivendica il reale protagonista del premio Nicola Ceravolo, compianto presidente del Catanzaro. Lui che ha portato le Aquile veramente a volare in alto più volte. Secondo il presidente la prima parte, almeno la prima parte doveva essere esclusivamente dedicata al suo predecessore.

Presidente_Cosenti

“Il premio Ceravolo è del Catanzaro e non renderlo protagonista in un premio così è assurdo. Credevo di essere a Catanzaro, non a Torino”. Mister Cozza, invece, resta seduto in sala. Anche il Prefetto abbandona l’auditorium stordito dal caos. Forse l’organizzazione ha peccato in qualche punto. Forse si sarebbe potuto fare tutto in modo diverso. Molti i forse che circondano il “Ceravolo 2013”.
Certamente c’era da aspettarsi che sarebbero sopraggiunti tifosi binaconeri da tutta la provincia, Conte non solo è l’attuale allenatore della Juventus, ma è un ex campione della stessa squadra, l’uomo protagonista, nel bene e nel male, del calcio italiano di serie “A”, non si poteva immaginare di contenere la folla, figurarsi i cori. Già i cori, quelli hanno infastidito più di ogni altra cosa il presidente Cosentino.
Non ha retto i cori a favore della Juve, che tra l’altro arrivavano anche da alcuni tifosi del Catanzaro, ma più che altro non ha tollerato i fischi di alcuni in platea contro il Catanzaro Clacio, “vero protagonista, assieme al compianto presidente Ceravolo del premio che porta il suo nome”. Abbandona la sala, dunqu, quasi inosservato, perché i riflettori sono altrove, il segno però è indelebile. Gli ultras, quelli veri, lo seguono. Anche loro avrebbero potuto immaginare un tifo da stadio per il grande Conte e forse anche loro, in questo momento, rimpiangono, perché sufficientemente numerosi, di non aver organizzato i cori in risposta ai fischi che il Catanzaro Calcio ha ricevuto.
Quei fischi, lui, che ama il Catanzaro, proprio non li ha tollerati e i tifosi, se è possibile, oggi lo sostengono ancora di più.